La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata

Salmo 102 (Vulgata 101): Domine, exaudi, la preghiera del povero

Il salmo 102 delle Bibbie moderne, salmo 101 della Vulgata, è il *Domine, exaudi orationem meam*: la preghiera del povero nella tribolazione e il quinto dei sette salmi penitenziali. Qui sotto trovate il testo completo nella traduzione di mons. Antonio Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, la differenza con il salmo 103, l'uso nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.

Cercate il salmo 101 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 100.

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1 Oratio pauperis, cum anxius fuerit, et in conspectu Domini effuderit precem suam.

1 Orazione del povero, che è in tribolazione, e spande la sua orazione dinanzi al Signore.

2 Domine, exaudi orationem meam, et clamor meus ad te veniat.

2 Signore, esaudisci la mia orazione, e a te giungano le mie grida.

3 Non avertas faciem tuam a me : in quacumque die tribulor, inclina ad me aurem tuam ; in quacumque die invocavero te, velociter exaudi me.

3 Non rivolger da me la tua faccia in ogni giorno di mia tribolazione dà udienza alle mie parole. In qualunque giorno io ti invochi, tu esaudiscimi prontamente;

4 Quia defecerunt sicut fumus dies mei, et ossa mea sicut cremium aruerunt.

4 Imperocché i giorni miei quasi fumo sono svaniti; e le ossa mie si sono inaridite come legno combustibile.

5 Percussus sum ut fœnum, et aruit cor meum, quia oblitus sum comedere panem meum.

5 Sono appassito com'erba, e il mio cuore si è inaridito, perché mi sono scordato di mangiare il mio pane.

6 A voce gemitus mei adhæsit os meum carni meæ.

6 Pel gridare, e pel sospirare mi è rimasta attaccata alle ossa la mia carne.

7 Similis factus sum pellicano solitudinis ; factus sum sicut nycticorax in domicilio.

7 Son divenuto simile al pelicano del deserto: son divenuto simile al corvo notturno nel suo tristo albergo.

8 Vigilavi, et factus sum sicut passer solitarius in tecto.

8 Passai senza sonno le notti, e fui simile all'uccello, che solo si sta sopra i tetti.

9 Tota die exprobrabant mihi inimici mei, et qui laudabant me adversum me jurabant :

9 Tutto di mi facevan rimproveri i miei nemici, e quei, che già mi lodavano, congiuravano contro di me.

10 quia cinerem tamquam panem manducabam, et potum meum cum fletu miscebam,

10 Perché in luogo di pane da mangiare io ebbi la cenere, e la mia bevanda mescolai colle lagrime,

11 a facie iræ et indignationis tuæ : quia elevans allisisti me.

11 Al veder l'ira tua, e la tua indignazione; perocché tu innalzatomi mi gettasti per terra.

12 Dies mei sicut umbra declinaverunt, et ego sicut fœnum arui.

12 I miei giorni son passati com'ombra, e io com'erba seccai.

13 Tu autem, Domine, in æternum permanes, et memoriale tuum in generationem et generationem.

13 Ma tu, o Signore, duri in eterno, e di generazione in generazione va la ricordanza di te.

14 Tu exsurgens misereberis Sion, quia tempus miserendi ejus, quia venit tempus :

14 Tu svegliato avrai pietà di Sionne, perché il tempo di averne pietà, il tempo è venuto.

15 quoniam placuerunt servis tuis lapides ejus, et terræ ejus miserebuntur.

15 Imperocché le ruine di lei sono care a' tuoi servi, e la polvere di lei ameranno.

16 Et timebunt gentes nomen tuum, Domine, et omnes reges terræ gloriam tuam :

16 E le genti temeranno il nome tuo, o Signore, e la tua gloria tutti i re della terra.

17 quia ædificavit Dominus Sion, et videbitur in gloria sua.

17 Imperocché il Signore edificherà Sionne, ed ivi sarà veduto nella sua gloria.

18 Respexit in orationem humilium et non sprevit precem eorum.

18 Egli ha avuto riguardo all'orazione degli umili, e non ha disprezzata la loro preghiera.

19 Scribantur hæc in generatione altera, et populus qui creabitur laudabit Dominum.

19 Scrivansi queste cose per la generazione futura: e il popolo, che sarà creato darà lode al Signore:

20 Quia prospexit de excelso sancto suo ; Dominus de cælo in terram aspexit :

20 Perchè egli ha mirato dal suo santo cielo: il Signore dal cielo ha mirato sopra la terra:

21 ut audiret gemitus compeditorum ; ut solveret filios interemptorum :

21 Per udire i gemiti di quei, che sono ne' ceppi, per dar libertà a' figliuoli degli uccisi.

22 ut annuntient in Sion nomen Domini, et laudem ejus in Jerusalem :

22 Affinchè predichino il nome del Signore in Sionne, e le lodi di lui in Gerusalemme.

23 in conveniendo populos in unum, et reges, ut serviant Domino.

23 Quando i popoli si riuniranno insieme, e i re per servire al Signore.

24 Respondit ei in via virtutis suæ : Paucitatem dierum meorum nuntia mihi :

24 Disse a lui l'uomo nel corso di sua vegeta età: fammi inteso del piccol numero de' miei giorni.

25 ne revoces me in dimidio dierum meorum, in generationem et generationem anni tui.

25 Non mi richiamare alla metà de' miei giorni: gli anni tuoi sono eterni.

26 Initio tu, Domine, terram fundasti, et opera manuum tuarum sunt cæli.

26 Tu da principio, o Signore, fondasti la terra, e opera delle mani tue sono i cieli.

27 Ipsi peribunt, tu autem permanes ; et omnes sicut vestimentum veterascent. Et sicut opertorium mutabis eos, et mutabuntur ;

27 Eglino periranno; ma tu se' immutabile: ed essi invecchieranno tutti come un vestito. E come un mantello li cangerai, e saranno cangiati:

28 tu autem idem ipse es, et anni tui non deficient.

28 ma tu se' quell'istesso, e gli anni tuoi non verran meno.

29 Filii servorum tuorum habitabunt, et semen eorum in sæculum dirigetur.

29 I figliuoli de' servi tuoi avran ferma sede, e la loro posterità sarà stabilita pe' secoli.

Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).

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