La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 145 (Vulgata 144): Exaltabo te, Deus meus rex
Il salmo 145 delle Bibbie moderne è il salmo 144 della Vulgata, l'*Exaltabo te, Deus meus rex*: la lode alfabetica di Davide al Dio re, «benigno, e misericordioso», dalla quale vengono il «Gli occhi di tutti mirano a te» della preghiera a tavola e il *Prope est Dominus* dell'Avvento. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, la forma alfabetica, l'uso nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 144 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 143.
1 Laudatio ipsi David. Exaltabo te, Deus meus rex, et benedicam nomini tuo in sæculum, et in sæculum sæculi.
1 Lauda dello stesso Davidde. Te io esalterò, o Dio mio Re, e benedirò il nome tuo pel secolo di adesso, e pe' secoli de' secoli.
2 Per singulos dies benedicam tibi, et laudabo nomen tuum in sæculum, et in sæculum sæculi.
2 Ogni giorno io ti benedirò, e loderò il nome tuo pel secolo d'adesso, e pe' secoli de' secoli.
3 Magnus Dominus, et laudabilis nimis, et magnitudinis ejus non est finis.
3 Grande il Signore, e laudabile oltre modo: e la grandezza di lui non ha termine.
4 Generatio et generatio laudabit opera tua, et potentiam tuam pronuntiabunt.
4 Le generazioni tutte celebreranno le opere tue, e annunzieranno la tua potenza.
5 Magnificentiam gloriæ sanctitatis tuæ loquentur, et mirabilia tua narrabunt.
5 Parleranno della magnifica gloria della tua santità, e racconteranno le tue meraviglie.
6 Et virtutem terribilium tuorum dicent, et magnitudinem tuam narrabunt.
6 E diranno come la potenza tua è terribile, e racconteranno la tua grandezza.
7 Memoriam abundantiæ suavitatis tuæ eructabunt, et justitia tua exsultabunt.
7 Rammenteranno a piena bocca l'abbondanza di tua soavità, e faran festa di tua giustizia.
8 Miserator et misericors Dominus : patiens, et multum misericors.
8 Benigno, e misericordioso egli è il Signore: paziente, e molto misericordioso.
9 Suavis Dominus universis, et miserationes ejus super omnia opera ejus.
9 Il Signore con tutti è benefico, e in tutte le opere di lui han luogo le sue misericordie.
10 Confiteantur tibi, Domine, omnia opera tua, et sancti tui benedicant tibi.
10 Dian lode a te, o Signore, tutte le opere tue, e te benedicano i santi tuoi.
11 Gloriam regni tui dicent, et potentiam tuam loquentur :
11 Eglino ridiranno la gloria del tuo regno, e parleranno di tua potenza:
12 ut notam faciant filiis hominum potentiam tuam, et gloriam magnificentiæ regni tui.
12 Per far conoscere a' figliuoli degli uomini la tua potenza, e la gloria magnifica del tuo regno
13 Regnum tuum regnum omnium sæculorum ; et dominatio tua in omni generatione et generationem. Fidelis Dominus in omnibus verbis suis, et sanctus in omnibus operibus suis.
13 Il tuo regno, regno di tutti i secoli, e il tuo principato per tutte quante l'etadi. Fedele il Signore in tutte le sue parole, e santo in tutte le opere sue.
14 Allevat Dominus omnes qui corruunt, et erigit omnes elisos.
14 Il Signore sostenta tutti quei che sian per cadere, e rialza tutti que', che si sono infranti.
15 Oculi omnium in te sperant, Domine, et tu das escam illorum in tempore opportuno.
15 Gli occhi di tutti mirano a te, o Signore, e tu dai loro il nudrimento nel tempo convenevole.
16 Aperis tu manum tuam, et imples omne animal benedictione.
16 Apri tu le tue mani, e ogni animale di benedizione ricolmi.
17 Justus Dominus in omnibus viis suis, et sanctus in omnibus operibus suis.
17 Giusto il Signore in tutte le sue vie, e santo in tutte le opere sue.
18 Prope est Dominus omnibus invocantibus eum, omnibus invocantibus eum in veritate.
18 Il Signore sta dappresso a tutti coloro, che l'invocano: a tutti coloro, che l'invocano con cuor verace.
19 Voluntatem timentium se faciet, et deprecationem eorum exaudiet, et salvos faciet eos.
19 Ei farà la volontà di color, che lo temono, ed esaudirà la loro preghiera, e li salverà.
20 Custodit Dominus omnes diligentes se, et omnes peccatores disperdet.
20 Il Signore custodisce tutti coloro, che lo amano: e sterminerà tutti i peccatori.
21 Laudationem Domini loquetur os meum ; et benedicat omnis caro nomini sancto ejus in sæculum, et in sæculum sæculi.
21 La mia bocca parlerà delle laudi del Signore: e ogni carne benedica il santo nome di lui pel secol d'adesso, e pe' secoli de' secoli.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 145 o salmo 144?
Questo salmo porta due numeri, secondo la Bibbia che aprite. Le Bibbie moderne, compresa la CEI, seguono l'ebraico e lo chiamano salmo 145; la Vulgata, la Settanta e il Breviario, che uniscono in un solo salmo i salmi 9 e 10 dell'ebraico, lo contano come salmo 144. È lo stesso testo, che in latino comincia con Exaltabo te, Deus meus rex. La tavola completa delle corrispondenze è nella pagina dei Salmi.
Ciascuno dei due numeri indica però anche un altro salmo:
- salmo 145 (Vulgata) = salmo 146 (ebraico): il Lauda, anima mea, Dominum, «Loda, o anima mia, il Signore», che trovate alla pagina del salmo 146 (Vulgata 145);
- salmo 144 (ebraico) = salmo 143 (Vulgata): il Benedictus Dominus, il canto di Davide guerriero che precede il nostro, alla pagina del salmo 144 (Vulgata 143).
I numeri dei versetti coincidono nelle due numerazioni: il versetto 18 della CEI è il versetto 18 del Martini.
Che cosa significa il salmo 145?
Il titolo dice: «Lauda dello stesso Davidde» (v. 1). È l'unico salmo che l'ebraico intitoli così, tehillah, «lode», la parola il cui plurale, tehillim, ha dato il nome ebraico a tutto il libro dei Salmi. Nell'originale è un acrostico: ogni versetto comincia con una lettera successiva dell'alfabeto ebraico, come per lodare Dio dalla prima all'ultima lettera. La traduzione non può renderlo, ma spiega l'andamento del salmo, che procede per affermazioni brevi, una per lettera. Davide non chiede nulla: benedice.
Ogni giorno ti benedirò (v. 1-7). «Te io esalterò, o Dio mio Re, e benedirò il nome tuo pel secolo di adesso, e pe' secoli de' secoli» (v. 1). Il re d'Israele chiama Dio «mio Re»: si riconosce vassallo di un altro sovrano. Il versetto seguente dà il ritmo della lode: «Ogni giorno io ti benedirò» (v. 2); la Chiesa lo ha ripreso nel Te Deum: Per singulos dies benedicimus te. Viene poi la confessione di una grandezza senza misura: «Grande il Signore, e laudabile oltre modo: e la grandezza di lui non ha termine» (v. 3). Poiché nessuno può esaurirla, la lode passa di generazione in generazione (v. 4), che racconteranno le meraviglie di Dio e «faran festa di tua giustizia» (v. 7).
Benigno e misericordioso (v. 8-9). Il centro del salmo riprende quasi alla lettera la rivelazione del Sinai, quando Dio passò davanti a Mosè e si proclamò «misericordioso e clemente, paziente, e di molta misericordia» (Esodo 34, 6). Il salmista dice: «Benigno, e misericordioso egli è il Signore: paziente, e molto misericordioso» (v. 8), e allarga questa bontà a tutta la creazione: «Il Signore con tutti è benefico, e in tutte le opere di lui han luogo le sue misericordie» (v. 9). È uno dei grandi testi dell'Antico Testamento sulla misericordia di Dio.
Un regno di tutti i secoli (v. 10-13). Le opere di Dio lo lodano e i santi lo benedicono: «Eglino ridiranno la gloria del tuo regno, e parleranno di tua potenza» (v. 11), per farla conoscere «a' figliuoli degli uomini» (v. 12). Il versetto 13 proclama: «Il tuo regno, regno di tutti i secoli, e il tuo principato per tutte quante l'etadi». Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, intende questo regno come quello di Cristo, che non avrà fine.
La mano aperta di Dio (v. 14-21). «Il Signore sostenta tutti quei che sian per cadere, e rialza tutti que', che si sono infranti» (v. 14). Seguono i due versetti che la cristianità latina ha detto per secoli a tavola: «Gli occhi di tutti mirano a te, o Signore, e tu dai loro il nudrimento nel tempo convenevole» (v. 15); «Apri tu le tue mani, e ogni animale di benedizione ricolmi» (v. 16). Gesù riprenderà lo stesso pensiero indicando gli uccelli dell'aria: «il vostro Padre celeste li pasce» (Matteo 6, 26).
Il versetto 18 è tra i più amati: «Il Signore sta dappresso a tutti coloro, che l'invocano: a tutti coloro, che l'invocano con cuor verace» (v. 18). Il latino dice in veritate: non la ripetizione delle parole, ma la verità del cuore. Dio esaudisce chi lo teme (v. 19), custodisce chi lo ama (v. 20), e l'ultimo versetto allarga la lode a «ogni carne» (v. 21).
Il versetto che manca nell'ebraico
Una particolarità di testo riguarda il versetto 13. Nell'acrostico del testo ebraico tramandato manca il versetto della lettera nun: si passa dalla mem alla samech. La Settanta e la Vulgata lo conservano, e il Martini lo traduce in fondo al versetto 13: «Fedele il Signore in tutte le sue parole, e santo in tutte le opere sue». Un manoscritto ebraico dei Salmi ritrovato a Qumran, presso il Mar Morto, porta anch'esso questa riga: una conferma del testo che la Chiesa ha ricevuto con la Bibbia greca e latina.
La liturgia non l'ha mai dimenticato: nei Vespri del sabato la terza antifona del salmo è proprio Fidelis Dominus in omnibus verbis suis: et sanctus in omnibus operibus suis.
Il salmo 144 nella liturgia del 1962
Ai Vespri del sabato. Nel Breviario romano del 1962, che segue il salterio settimanale di san Pio X (1911), il salmo 144 chiude i Vespri del sabato, diviso in tre sezioni, dopo il salmo 143, Benedictus Dominus. Le tre antifone sono tratte dal salmo stesso: Magnus Dominus et laudabilis nimis: et magnitudinis ejus non est finis (v. 3), Suavis Dominus universis: et miserationes ejus super omnia opera ejus (v. 9) e Fidelis Dominus in omnibus verbis suis (v. 13). Alla soglia della domenica, la Chiesa canta il regno eterno di Dio. Potete seguire l'Ufficio nel breviario e conoscerne lo spirito nella pagina sui Vespri.
In Avvento. Il versetto 18 forma il graduale della IV domenica d'Avvento, Prope est Dominus omnibus invocantibus eum: omnibus, qui invocant eum in veritate, con il versetto Laudem Domini loquetur os meum (v. 21); lo stesso graduale si canta il mercoledì delle Tempora d'Avvento. A pochi giorni dal Natale, la Chiesa annuncia che il Signore è vicino.
Al Corpus Domini. Il graduale della festa del Corpus Domini è Oculi omnium in te sperant, Domine: et tu das illis escam in tempore opportuno, con il versetto Aperis tu manum tuam (v. 15-16): il nutrimento dato «nel tempo convenevole» diventa il Pane eucaristico. Lo stesso graduale torna la XX domenica dopo Pentecoste e il giovedì della III settimana di Quaresima.
Al Santo Nome di Gesù. Nella festa del Santissimo Nome di Gesù, la domenica tra la Circoncisione e l'Epifania o, in mancanza, il 2 gennaio, il versetto dell'Alleluia è il versetto 21: Laudem Domini loquetur os meum, et benedicat omnis caro nomen sanctum ejus.
A tavola. I versetti 15 e 16, Oculi omnium in te sperant, Domine, aprono la tradizionale benedizione della mensa riportata nel Breviario romano.
La lode di ogni giorno
Il versetto 2 dà a questo salmo un carattere particolare: è la lode quotidiana, non quella delle grandi occasioni. Anche la tradizione ebraica lo ha sentito così: il Talmud, nel trattato Berakhot, insegna che chi lo recita tre volte al giorno è figlio del mondo futuro, e la sinagoga lo prega ogni giorno. La Chiesa, che lo canta ogni settimana alla vigilia del giorno del Signore e ne ha fatto il Per singulos dies del Te Deum, ne ha raccolto lo spirito: lodare Dio non perché si è ricevuta una grazia, ma perché egli è grande, buono e fedele.
Come pregare il salmo 145
- Prima dei pasti. I versetti 15 e 16, in latino o in italiano, prima di benedire il cibo; si possono insegnare ai bambini come prima preghiera di ringraziamento.
- Ogni giorno. Il versetto 2 è un impegno semplice: una lode quotidiana, anche breve, qualunque sia lo stato dell'anima.
- Dopo una caduta. Il versetto 14 si prega dopo una colpa o un fallimento: Dio rialza chi cade.
- Quando Dio sembra lontano. Il versetto 18 ricorda che è vicino a chi lo invoca con cuore sincero.
- Il sabato sera. Con la Chiesa che lo canta ai Vespri, per preparare la domenica.
Appartiene alla famiglia delle grandi lodi del Salterio: il salmo 103 ebraico (Vulgata 102), Benedic, anima mea, il Lauda, anima mea che lo segue, e il salmo 150, l'alleluia finale del libro. Lo si conclude con il Gloria Patri.
Domande Frequenti
Perché il salmo 145 si chiama anche salmo 144?
Perché esistono due numerazioni del Salterio. Le Bibbie moderne seguono l'ebraico e lo contano 145; la Vulgata e la Settanta, seguite dalla liturgia, lo contano 144. È lo stesso Exaltabo te, Deus meus rex. Il salmo 145 della Vulgata è invece il Lauda, anima mea.
Che cosa dice il salmo 145, versetto 18?
Nel Martini: «Il Signore sta dappresso a tutti coloro, che l'invocano: a tutti coloro, che l'invocano con cuor verace». Dio è vicino alla preghiera che nasce dalla verità del cuore. La Chiesa lo canta nella IV domenica d'Avvento, Prope est Dominus.
Perché si dice che il salmo 145 è alfabetico?
Perché nell'ebraico ogni versetto comincia con una lettera dell'alfabeto, nell'ordine. Questa forma esprime una lode completa, dalla prima all'ultima lettera. Nel testo ebraico tramandato manca la riga della lettera nun, che la Vulgata e il Martini conservano al versetto 13.
Chi ha scritto il salmo 145?
Il titolo lo attribuisce a Davide: «Lauda dello stesso Davidde». La tradizione della Chiesa lo riceve come opera del re, sotto l'ispirazione dello Spirito Santo.
Il salmo 145 si usa come preghiera prima dei pasti?
Sì. I versetti 15 e 16, «Gli occhi di tutti mirano a te, o Signore, e tu dai loro il nudrimento nel tempo convenevole», sono da secoli la benedizione della tavola. La Messa del Corpus Domini li canta nel graduale.
Quando la Chiesa canta il salmo 145?
Nel Breviario del 1962 ai Vespri del sabato, in tre sezioni. Nel Messale i suoi versetti formano il graduale della IV domenica d'Avvento e quello del Corpus Domini, e l'Alleluia della festa del Santo Nome di Gesù.
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