La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 36 (Vulgata 35): Dixit injustus, nel lume tuo vedrem la luce
Il salmo 36 delle Bibbie moderne è il salmo 35 della Vulgata, il *Dixit injustus*: il ritratto dell'empio che scaccia Dio dal proprio sguardo, e di fronte la misericordia di Dio «nel cielo», fino al versetto famoso «presso di te è la sorgente della vita, e nel lume tuo vedrem la luce». Qui sotto trovate il testo completo del Martini con il latino a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, il versetto 10 letto dai Padri, l'uso nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 35 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 34.
1 In finem. Servo Domini ipsi David.
1 Per la fine: salmo dello stesso Davidde servo del Signore.
2 Dixit injustus ut delinquat in semetipso : non est timor Dei ante oculos ejus.
2 Discorre l'iniquo dentro di se stesso di far del male: il timore di Dio dinanzi agli occhi di lui non è.
3 Quoniam dolose egit in conspectu ejus, ut inveniatur iniquitas ejus ad odium.
3 Perocché nel cospetto di lui egli ha agito con frode, onde odiosa diventi la sua iniquità.
4 Verba oris ejus iniquitas, et dolus ; noluit intelligere ut bene ageret.
4 Le parole della bocca di lui sono ingiustizia, ed inganno: non volle intendere per bene operare.
5 Iniquitatem meditatus est in cubili suo ; astitit omni viæ non bonæ : malitiam autem non odivit.
5 Meditò nel suo letto l'iniquità: qualunque via non buona gli piacque, e non ebbe nissun raccapriccio della malvagità.
6 Domine, in cælo misericordia tua, et veritas tua usque ad nubes.
6 Signore, nel cielo è la tua misericordia, e la tua verità fino alle nubi.
7 Justitia tua sicut montes Dei ; judicia tua abyssus multa. Homines et jumenta salvabis, Domine,
7 La tua giustizia è come gli altissimi monti; abisso grande i tuoi giudizj. E gli uomini, e i giumenti tu salverai, o Signore;
8 quemadmodum multiplicasti misericordiam tuam, Deus. Filii autem hominum in tegmine alarum tuarum sperabunt.
8 Tanto si stende, o Signore, la tua misericordia. Ma i figliuoli degli uomini all'ombra dell'ali tue spereranno.
9 Inebriabuntur ab ubertate domus tuæ, et torrente voluptatis tuæ potabis eos :
9 Saranno inebriati della opulenza della tua casa, e al torrente di tue delizie darai loro da bere.
10 quoniam apud te est fons vitæ, et in lumine tuo videbimus lumen.
10 Perocché presso di te è la sorgente della vita, e nel lume tuo vedrem la luce.
11 Prætende misericordiam tuam scientibus te, et justitiam tuam his qui recto sunt corde.
11 Spandi la tua misericordia sopra coloro, che ti conoscono, e la tua giustizia a prò di quelli, che hanno cuor retto.
12 Non veniat mihi pes superbiæ, et manus peccatoris non moveat me.
12 Non venga contro di me il piè del superbo, e non mi smuovano i tentativi del peccatore.
13 Ibi ceciderunt qui operantur iniquitatem ; expulsi sunt, nec potuerunt stare.
13 Ivi andaron per terra quelli, che commettono l'iniquità: furon cacciati fuora, e non poteron tenersi in piedi.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 36 o salmo 35?
Le Bibbie moderne seguono la numerazione ebraica e chiamano questo salmo 36; la Vulgata e la Settanta, che uniscono i salmi 9 e 10, lo contano come 35. È lo stesso Dixit injustus, e i numeri dei versetti coincidono con quelli delle Bibbie moderne: il titolo conta come versetto 1. La tavola completa è nella pagina dei Salmi.
Attenzione a una confusione frequente: chi cerca «salmo 36» in un messalino antico o in un commento dei Padri troverà il Noli æmulari, che esorta il giusto a non invidiare i malvagi ed è il salmo 37 delle Bibbie moderne (Vulgata 36).
Che cosa significa il salmo 36?
Il titolo lo attribuisce a «Davidde servo del Signore» (v. 1). Il salmo accosta senza transizione due quadri, come due abissi: quello della malizia umana e quello della misericordia divina. Si chiude con una breve preghiera.
Il ritratto dell'empio (v. 2-5)
Tutto comincia dentro: «Discorre l'iniquo dentro di se stesso di far del male: il timore di Dio dinanzi agli occhi di lui non è». Il salmista non descrive prima degli atti, ma una decisione interiore: quella dell'uomo che congeda Dio dal suo sguardo. San Paolo riprende questo tratto nella lettera ai Romani per riassumere lo stato dell'umanità senza la grazia: «Non è dinanzi a' loro occhi il timore di Dio» (Romani 3, 18). Il salmo 14 delle Bibbie moderne, Dixit insipiens, citato nello stesso passo dall'Apostolo, traccia un ritratto vicino.
Il resto segue: la frode, le parole di ingiustizia, il rifiuto di capire: «non volle intendere per bene operare» (v. 4). Il versetto 5 mostra la progressione del peccato deliberato: «Meditò nel suo letto l'iniquità: qualunque via non buona gli piacque, e non ebbe nissun raccapriccio della malvagità» (v. 5). Il male è pensato prima di notte, poi scelto, poi tollerato senza disgusto.
La misericordia più alta dei cieli (v. 6-9)
Lo sguardo si alza allora d'improvviso: «Signore, nel cielo è la tua misericordia, e la tua verità fino alle nubi». All'uomo ripiegato sulla sua astuzia si oppone l'immensità di Dio: «La tua giustizia è come gli altissimi monti; abisso grande i tuoi giudizj» (v. 7). La stessa frase aggiunge: «E gli uomini, e i giumenti tu salverai, o Signore»: la Provvidenza si stende fino alla più piccola creatura.
I versetti seguenti passano dalla creazione all'intimità. Gli uomini «all'ombra dell'ali tue spereranno» (v. 8), immagine che ritorna nel salmo 17, Exaudi, Domine, justitiam, e nel salmo 63 delle Bibbie moderne, Deus, Deus meus. Poi l'immagine del banchetto: «Saranno inebriati della opulenza della tua casa, e al torrente di tue delizie darai loro da bere» (v. 9). I Padri vi hanno visto la gioia del cielo, e già i beni della Chiesa: la parola, i sacramenti, l'Eucaristia.
«Nel lume tuo vedrem la luce» (v. 10)
Il vertice del salmo è il versetto 10: «Perocché presso di te è la sorgente della vita, e nel lume tuo vedrem la luce». In latino: quoniam apud te est fons vitæ, et in lumine tuo videbimus lumen. Le Bibbie moderne traducono “alla tua luce vediamo la luce”. È uno dei versetti più commentati del Salterio.
Nel senso letterale dice che Dio è l'origine di ogni vita e che l'uomo conosce davvero soltanto illuminato da lui. I Padri vi hanno letto di più. Il Figlio è la luce che procede dalla luce, ciò che il Credo dice Lumen de Lumine, e san Giovanni scrive: «In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini» (Giovanni 1, 4). San Gregorio Nazianzeno, nella quinta delle sue Orazioni teologiche, vi legge tutta la Trinità: nella luce del Padre e nella luce dello Spirito noi comprendiamo il Figlio, luce da luce. La teologia infine vi ha visto l'annuncio della visione di Dio: in cielo l'anima vedrà Dio non con una chiarezza presa in prestito, ma con la luce che Dio stesso le dona.
La preghiera finale (v. 11-13)
Il salmo termina con una domanda, «Spandi la tua misericordia sopra coloro, che ti conoscono», e con una preghiera di custodia: «Non venga contro di me il piè del superbo» (v. 12). La caduta dei malvagi, all'ultimo versetto, è descritta come già avvenuta: «Ivi andaron per terra quelli, che commettono l'iniquità» (v. 13).
Il salmo 36 nella liturgia del 1962
Lodi del giovedì. Nel Breviario romano del 1962 il salmo 35 si dice alle Lodi del giovedì, nello schema ordinario come in quello dei tempi di penitenza, con le antifone Domine, in cælo misericordia tua e Multiplicasti, Deus, misericordiam tuam. La Chiesa lo pone dunque all'aurora: nell'ora in cui torna la luce, canta «nel lume tuo vedrem la luce». Potete pregare l'Ufficio nel breviario del giorno.
Il Giovedì santo. Poiché le Lodi del Triduo seguono lo schema penitenziale del giorno, il salmo torna nell'Ufficio delle tenebre del Giovedì santo: è il terzo salmo delle Lodi, dopo il Miserere e il salmo 89 della Vulgata, sotto l'antifona Contritum est cor meum in medio mei, contremuerunt omnia ossa mea.
Il Sacro Cuore. Al Mattutino della festa del Sacro Cuore di Gesù il salmo 35 è il secondo del primo notturno, con l'antifona Apud te est fons vitæ; torrente voluptatis tuæ potabis nos, Domine: la sorgente della vita è il Cuore trafitto da cui sgorgano i sacramenti.
Come pregare il salmo 36
- Il mattino. È il suo posto liturgico: i versetti 6-10 formano una bella offerta della giornata al sorgere della luce.
- Per l'esame di coscienza. I versetti 2-5 descrivono il meccanismo del peccato deliberato: aiutano a riconoscere dove si è lasciato uscire dallo sguardo il timore di Dio; vedete la guida all'esame di coscienza.
- Davanti al male del mondo. Quando l'ingiustizia sembra vincere, il salmo ricorda che la misericordia di Dio è più alta e i suoi giudizi più profondi.
- Per l'orazione. Il versetto 10 si presta alla contemplazione: stare davanti a Dio, sorgente della vita, e chiedergli la sua luce.
Domande Frequenti
Che cosa dice il salmo 36, versetto 10?
Nel Martini: «Perocché presso di te è la sorgente della vita, e nel lume tuo vedrem la luce». Dio è l'origine di ogni vita, e non si vede davvero se non illuminati da lui. I Padri vi hanno riconosciuto il Figlio, luce da luce, e l'annuncio della visione di Dio in cielo.
Che cosa dice il salmo 36, versetto 6?
«Signore, nel cielo è la tua misericordia, e la tua verità fino alle nubi». È l'inizio della lode di Dio che risponde, senza transizione, al ritratto dell'empio: la bontà divina supera infinitamente la malizia umana.
Che cosa significa il versetto 9 del salmo 36?
«Saranno inebriati della opulenza della tua casa, e al torrente di tue delizie darai loro da bere». Descrive i beni che Dio dona a quelli che si rifugiano in lui; la tradizione vi vede la gioia del cielo e, già quaggiù, i sacramenti della Chiesa.
Chi ha scritto il salmo 36?
Il titolo lo attribuisce a Davide, che chiama «servo del Signore». È l'attribuzione accolta dalla tradizione.
Il salmo 36 è il Noli æmulari?
Dipende dalla numerazione. Il Noli æmulari è il salmo 36 della Vulgata e dei messalini antichi, ma il 37 delle Bibbie moderne. Il salmo 36 delle Bibbie moderne è questo, il Dixit injustus.
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