La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata

Salmo 38 (Vulgata 37): Domine, ne in furore, il terzo salmo penitenziale

Il salmo 38 delle Bibbie moderne è il salmo 37 della Vulgata, il *Domine, ne in furore tuo arguas me*: il terzo dei sette salmi penitenziali, la preghiera di un uomo schiacciato dai suoi peccati, malato e abbandonato, che confessa la sua colpa senza disperare. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, la lettura dei Padri, l'uso nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.

Cercate il salmo 37 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 36.

Lingua

1 Psalmus David, in rememorationem de sabbato.

1 Salmo di David, per commemorazione: pel giorno di sabato.

2 Domine, ne in furore tuo arguas me, neque in ira tua corripias me :

2 Signore, non mi riprendere nel tuo furore, e non mi correggere nell'ira tua.

3 quoniam sagittæ tuæ infixæ sunt mihi, et confirmasti super me manum tuam.

3 Perocché io porto fitte nella mia persona le tue saette, ed hai aggravato la mano tua sopra di me.

4 Non est sanitas in carne mea, a facie iræ tuæ ; non est pax ossibus meis, a facie peccatorum meorum :

4 A cagione dell'ira tua non ha sanità la mia carne, non hanno pace le ossa mie a cagione de' miei peccati.

5 quoniam iniquitates meæ supergressæ sunt caput meum, et sicut onus grave gravatæ sunt super me.

5 Imperocché le mie iniquità sormontano la mia testa, e come peso grave mi premono.

6 Putruerunt et corruptæ sunt cicatrices meæ, a facie insipientiæ meæ.

6 Si sono imputridite, e corrotte le piaghe mie a cagione di mia stoltezza.

7 Miser factus sum et curvatus sum usque in finem ; tota die contristatus ingrediebar.

7 Son divenuto miserabile, e sono formisura incurvato: io n'andava tutto il dì carico di tristezza.

8 Quoniam lumbi mei impleti sunt illusionibus, et non est sanitas in carne mea.

8 Perché pieni sono di illusioni i miei reni, e nella carne mia non è sanità.

9 Afflictus sum, et humiliatus sum nimis ; rugiebam a gemitu cordis mei.

9 Sono abbattuto, ed umiliato oltre modo: sfogava in ruggiti i gemiti del mio cuore.

10 Domine, ante te omne desiderium meum, et gemitus meus a te non est absconditus.

10 Signore, sotto i tuoi occhi è ogni mio desiderio, e non è ascoso a te il mio gemere.

11 Cor meum conturbatum est ; dereliquit me virtus mea, et lumen oculorum meorum, et ipsum non est mecum.

11 Il mio cuore è turbato, la mia forza mi ha abbandonato, e lo stesso lume degli occhi non è più meco.

12 Amici mei et proximi mei adversum me appropinquaverunt, et steterunt ; et qui juxta me erant, de longe steterunt : et vim faciebant qui quærebant animam meam.

12 Gli amici miei, e i miei congiunti vennero, e si stettero a me dirimpetto. E i miei vicini da lungi si stavano:

13 Et qui inquirebant mala mihi, locuti sunt vanitates, et dolos tota die meditabantur.

13 Ma quelli, che cercavano la mia vita facevano i loro sforzi. E quei, che bramavan di nuocermi parlavano superbamente, e tutto dì studiavano inganni.

14 Ego autem, tamquam surdus, non audiebam ; et sicut mutus non aperiens os suum.

14 Ma io quasi sordo non udiva, e fui come un mutolo, che non apre sua bocca.

15 Et factus sum sicut homo non audiens, et non habens in ore suo redargutiones.

15 E mi diportai qual uomo, che nulla intende, e non ha che dire in sua difesa.

16 Quoniam in te, Domine, speravi ; tu exaudies me, Domine Deus meus.

16 Perché in te io posi la mia speranza, tu mi esaudirai, Signore Dio mio.

17 Quia dixi : Nequando supergaudeant mihi inimici mei ; et dum commoventur pedes mei, super me magna locuti sunt.

17 Perché io dissi: Non trionfino giammai di me i miei nemici, i quali, ogni volta che i miei piedi vacillino, parlan superbamente contro di me.

18 Quoniam ego in flagella paratus sum, et dolor meus in conspectu meo semper.

18 Perché io son preparato a' flagelli, e sta sempre dinanzi a me il mio dolore.

19 Quoniam iniquitatem meam annuntiabo, et cogitabo pro peccato meo.

19 Perché io confesserò la mia iniquità, e penserò al mio peccato.

20 Inimici autem mei vivunt, et confirmati sunt super me : et multiplicati sunt qui oderunt me inique.

20 Ma i miei nemici vivono, e son più forti di me, e sono cresciuti di numero quei, che mi odiano ingiustamente.

21 Qui retribuunt mala pro bonis detrahebant mihi, quoniam sequebar bonitatem.

21 Quelli, che rendono male per bene parlavan male di me, perché io cercava il bene.

22 Ne derelinquas me, Domine Deus meus ; ne discesseris a me.

22 Non abbandonarmi, Signore Dio mio, non ti allontanare da me.

23 Intende in adjutorium meum, Domine Deus salutis meæ.

23 Accorri in mio ajuto, o Signore Dio di mia salute.

Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).

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