La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata

Salmo 39 (Vulgata 38): Dixi, custodiam, la brevità della vita

Il salmo 39 delle Bibbie moderne è il salmo 38 della Vulgata, il *Dixi: Custodiam vias meas*: la meditazione di un uomo provato sul silenzio, sulla brevità dei giorni e sulla sua condizione di pellegrino davanti a Dio. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, il legame con il salmo 40, il suo posto nel Breviario del 1962 e il modo di pregarlo.

Cercate il salmo 38 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 37.

Lingua

1 In finem, ipsi Idithun. Canticum David.

1 Per la fine, a Idithun, cantico di David.

2 Dixi : Custodiam vias meas : ut non delinquam in lingua mea. Posui ori meo custodiam, cum consisteret peccator adversum me.

2 Io dissi: Starò attento sopra di me per non peccare colla mia lingua. Posi un freno alla mia bocca, allorché veniva in campo contro di me il peccatore.

3 Obmutui, et humiliatus sum, et silui a bonis ; et dolor meus renovatus est.

3 Ammutolii, e mi umiliai, e di cose anche buone io non parlai; e il dolor mio rincrudì.

4 Concaluit cor meum intra me ; et in meditatione mea exardescet ignis.

4 Si accese dentro di me il cuor mio, e un fuoco divampò nelle mie considerazioni.

5 Locutus sum in lingua mea : Notum fac mihi, Domine, finem meum, et numerum dierum meorum quis est, ut sciam quid desit mihi.

5 Dissi colla mia lingua: Signore, fammi conoscere il mio fine. E qual sia il numero de' giorni miei, affinchè io sappia quel, che mi avanza.

6 Ecce mensurabiles posuisti dies meos, et substantia mea tamquam nihilum ante te. Verumtamen universa vanitas, omnis homo vivens.

6 Certo, che a corta misura tu hai ridotto i miei giorni, e la mia sussistenza è come un nulla dinanzi a te. Certamente mera vanità egli è ogni uomo vivente.

7 Verumtamen in imagine pertransit homo ; sed et frustra conturbatur : thesaurizat, et ignorat cui congregabit ea.

7 Certamente l'uomo passa come ombra: e di più si conturba senza fondamento. Tesoreggia, e non sa per chi egli metta da parte.

8 Et nunc quæ est exspectatio mea : nonne Dominus ? et substantia mea apud te est.

8 E adesso la mia espettazione qual è, se non tu, o Signore, in cui è la mia sussistenza.

9 Ab omnibus iniquitatibus meis erue me : opprobrium insipienti dedisti me.

9 Liberami da tutte le mie iniquità: tu mi hai renduto oggetto di scherno allo stolto.

10 Obmutui, et non aperui os meum, quoniam tu fecisti ;

10 Ammutolii, e non apersi la mia bocca, perchè opera tua ell'è questa:

11 amove a me plagas tuas.

11 Rimuovi da me i tuoi flagelli.

12 A fortitudine manus tuæ ego defeci in increpationibus : propter iniquitatem corripuisti hominem. Et tabescere fecisti sicut araneam animam ejus : verumtamen vane conturbatur omnis homo.

12 Sotto la tua mano forte io venni meno quando mi correggesti: tu per ragion dell'iniquità gastigasti l'uomo. E l'anima di lui facesti, che a guisa di ragno si consumasse: certamente indarno l'uom si conturba.

13 Exaudi orationem meam, Domine, et deprecationem meam ; auribus percipe lacrimas meas. Ne sileas, quoniam advena ego sum apud te, et peregrinus sicut omnes patres mei.

13 Esaudisci la mia orazione, o Signore, e le mie suppliche: da udienza alle mie lagrime. Non istarti in silenzio, perocché forestiero, e pellegrino son io davanti a te, come tutti i padri miei.

14 Remitte mihi, ut refrigerer priusquam abeam et amplius non ero.

14 Fa pausa con me, affinchè io abbia refrigerio avanti ch'io me ne vada da un luogo, dove più non sarò.

Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).

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