La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 49 (Vulgata 48): Audite haec, omnes gentes, la vanità delle ricchezze
Il salmo 49 delle Bibbie moderne è il salmo 48 della Vulgata, l'*Audite haec, omnes gentes*: una lezione di sapienza rivolta a tutti i popoli sulla morte che livella il ricco e il povero e sull'anima che nessun denaro riscatta. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, la lettura dei Padri, il posto nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 48 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 47.
1 In finem, filiis Core. Psalmus.
1 Per la fine: ai figliuoli di Core.
2 Audite hæc, omnes gentes ; auribus percipite, omnes qui habitatis orbem :
2 Udite queste cose, o nazioni quante voi siete: porgete le vostre orecchie, tutti voi abitatori della terra:
3 quique terrigenæ et filii hominum, simul in unum dives et pauper.
3 E voi di stirpe oscura, e voi di nobil lignaggio: il povero insieme, ed il ricco.
4 Os meum loquetur sapientiam, et meditatio cordis mei prudentiam.
4 La mia bocca parlerà saggezza; e la meditazione del mio spirito parole di prudenza.
5 Inclinabo in parabolam aurem meam ; aperiam in psalterio propositionem meam.
5 Terrò intente le orecchie alla parabola: esporrò sul saltero il mio tema.
6 Cur timebo in die mala ? iniquitas calcanei mei circumdabit me.
6 Per qual ragione sarò io timoroso nel cattivo giorno? l'iniquità delle opere mie mi premerà d'ogni parte.
7 Qui confidunt in virtute sua, et in multitudine divitiarum suarum, gloriantur.
7 Così quelli, che si confidano nella loro potenza, e si gloriano dell'abbondanza di lor ricchezze.
8 Frater non redimit, redimet homo : non dabit Deo placationem suam,
8 Il fratello non riscatta, e un altr'uomo riscatterà? nissuno darà a Dio cosa atta a placarlo,
9 et pretium redemptionis animæ suæ. Et laborabit in æternum ;
9 Né il prezzo di riscatto per l'anima sua: ed ei sarà eternamente nell'afflizione,
10 et vivet adhuc in finem.
10 E tuttavia viverà perpetuamente.
11 Non videbit interitum, cum viderit sapientes morientes : simul insipiens et stultus peribunt. Et relinquent alienis divitias suas,
11 Non vedrà egli la morte, mentre ha veduto, che muoiono i saggi? l'insensato, e lo stolto perirà egualmente.
12 et sepulchra eorum domus illorum in æternum ; tabernacula eorum in progenie et progenie : vocaverunt nomina sua in terris suis.
12 E lasceranno le loro ricchezze ad estranei, e i loro sepolcri saranno le loro case in eterno, E i loro tabernacoli per tutte le generazioni: diedero essi i loro nomi alle loro terre.
13 Et homo, cum in honore esset, non intellexit. Comparatus est jumentis insipientibus, et similis factus est illis.
13 E l'uomo posto in nobile condizione non ha avuto discernimento; è stato paragonato ai giumenti senza ragione, ed è divenuto simile ad essi.
14 Hæc via illorum scandalum ipsis ; et postea in ore suo complacebunt.
14 Questo far di costoro è per essi uno scandalo, e quelli, che vengon dopo si compiaceranno de' lor dettati.
15 Sicut oves in inferno positi sunt : mors depascet eos. Et dominabuntur eorum justi in matutino ; et auxilium eorum veterascet in inferno a gloria eorum.
15 Sono stati messi nell'inferno a gregge, come le pecore: saran pascolo della morte. E i giusti al mattino avran dominio sopra di essi: e dopo la loro gloria ogni soccorso verrà meno per essi nell'inferno.
16 Verumtamen Deus redimet animam meam de manu inferi, cum acceperit me.
16 Iddio però riscatterà l'anima mia dal potere dell'inferno, quando egli mi prenderà.
17 Ne timueris cum dives factus fuerit homo, et cum multiplicata fuerit gloria domus ejus :
17 Non ti faccia specie, quando un uomo sia diventato ricco, e sia cresciuta in gloria la casa di lui.
18 quoniam, cum interierit, non sumet omnia, neque descendet cum eo gloria ejus.
18 Imperocché morto che sia non porterà nulla seco, e non andrà dietro a lui la sua gloria.
19 Quia anima ejus in vita ipsius benedicetur ; confitebitur tibi cum benefeceris ei.
19 Imperocché sarà benedetta l'anima di lui, mentre ei viverà: ti loderà quando tu gli avrai fatto del bene.
20 Introibit usque in progenies patrum suorum ; et usque in æternum non videbit lumen.
20 Anderà fin laggiù a trovare la progenie de' padri suoi, e non vedrà lume in eterno.
21 Homo, cum in honore esset, non intellexit. Comparatus est jumentis insipientibus, et similis factus est illis.
21 L'uomo posto in nobile condizione non ha avuto discernimento: è stato paragonato a' giumenti senza ragione, ed è divenuto simile ad essi.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 49 o salmo 48?
Le Bibbie moderne, che seguono l'ebraico, numerano questo salmo 49; la Vulgata e la Settanta, seguite dalla liturgia latina, lo numerano 48, perché uniscono in uno solo i salmi 9 e 10 dell'ebraico. È lo stesso testo, che comincia con Audite haec, omnes gentes.
Chi cerca «salmo 49» in un libro liturgico antico o in un commento dei Padri troverà invece il Deus deorum, il salmo del giudizio di Dio sul suo popolo e del «sagrifizio di lode»: è il salmo 50 delle Bibbie moderne, salmo 49 della Vulgata. E il salmo 48 delle Bibbie moderne, Magnus Dominus, canto della città di Dio, è il salmo 47 della Vulgata. La tavola completa è nella pagina dei Salmi.
Che cosa significa il salmo 49?
Questo salmo non è una preghiera rivolta a Dio, ma un insegnamento, alla maniera dei libri sapienziali. Il titolo lo attribuisce «ai figliuoli di Core», una famiglia di leviti cantori del Tempio.
L'apertura (v. 2-5). «Udite queste cose, o nazioni quante voi siete: porgete le vostre orecchie, tutti voi abitatori della terra» (v. 2). Il maestro parla a tutti, «il povero insieme, ed il ricco» (v. 3): all'uno perché non si fidi dei suoi beni, all'altro perché non li invidi. Annuncia una sapienza meditata: «La mia bocca parlerà saggezza; e la meditazione del mio spirito parole di prudenza» (v. 4).
Il prezzo di un'anima (v. 6-10). Vi sono uomini «che si confidano nella loro potenza, e si gloriano dell'abbondanza di lor ricchezze» (v. 7). Ma nessuna fortuna compra la vita: «Il fratello non riscatta, e un altr'uomo riscatterà? nissuno darà a Dio cosa atta a placarlo, Né il prezzo di riscatto per l'anima sua» (v. 8-9).
La morte che livella (v. 11-15). Muoiono i saggi, e «l'insensato, e lo stolto perirà egualmente» (v. 11); tutti lasciano i loro beni ad altri, «e i loro sepolcri saranno le loro case in eterno» (v. 12). Un ritornello torna due volte, a metà e alla fine: «E l'uomo posto in nobile condizione non ha avuto discernimento; è stato paragonato ai giumenti senza ragione, ed è divenuto simile ad essi» (v. 13, ripreso al v. 21).
La speranza del giusto (v. 16). In mezzo a questo quadro oscuro brilla una frase luminosa: «Iddio però riscatterà l'anima mia dal potere dell'inferno, quando egli mi prenderà». È uno dei passi dell'Antico Testamento in cui la speranza di una vita presso Dio dopo la morte si esprime con più chiarezza.
La conclusione (v. 17-21). Non bisogna temere il ricco: «Non ti faccia specie, quando un uomo sia diventato ricco» (v. 17), perché «morto che sia non porterà nulla seco, e non andrà dietro a lui la sua gloria» (v. 18).
La lettura dei Padri
Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, si ferma sul ritornello del versetto 13. La «nobile condizione» dell'uomo è di essere stato fatto a immagine di Dio; mettendo la sua gioia nei beni che passano, egli si abbassa al livello degli animali, che conoscono soltanto la terra.
Il versetto 8 ha ricevuto una lettura cristologica. Nessun fratello, nessun uomo comune può pagare il riscatto di un'anima; uno solo l'ha pagato, Colui che è insieme nostro fratello secondo la carne e Dio.
Il Signore ha dato la stessa lezione nella parabola del ricco stolto: «Stolto, in questa notte è ridomandata a te l'anima tua: e quel, che hai messo da parte, di chi sarà?» (Luca 12, 20). E ancora: «che giova all'uomo di guadagnare tutto il mondo, se poi perda l'anima?» (Matteo 16, 26). San Paolo lo ripete a Timoteo: «nulla abbiam portato in questo mondo: e non vi ha dubbio, che nulla ne possiam portar via» (1 Timoteo 6, 7).
Il salmo risponde al salmo 37 (Vulgata 36), Noli aemulari, e al salmo 73 (Vulgata 72), Quam bonus Israel Deus, che meditano anch'essi la prosperità dei malvagi.
Il salmo 48 nella liturgia del 1962
Il Mattutino del mercoledì. Nel Breviario romano del 1962, il salmo 48 della Vulgata si canta al Mattutino del mercoledì, dopo il salmo 47 e diviso in due parti. Le antifone sono Os meum loquetur sapientiam: et meditatio cordis mei prudentiam (dal versetto 4) e Ne timueris: cum divite non descendet in sepulcrum gloria ejus, che riassume i versetti 17 e 18. Il versetto che segue questi salmi è proprio il versetto 16: Deus redimet animam meam de manu inferi. — Cum acceperit me. Potete seguire l'Ufficio nel breviario del giorno.
La lavanda dei piedi. Il Giovedì santo, durante il Mandatum, l'antifona Si ego, Dominus et Magister vester, lavi vobis pedes è accompagnata dal versetto 2 di questo salmo, Audite haec, omnes gentes: il Maestro che si fa servo è la lezione rivolta a tutti i popoli.
Come pregare il salmo 49
- Come esame sull'avarizia, uno dei sette peccati capitali, o quando si è tentati di invidiare il successo degli altri.
- Nella meditazione della morte, che rimette i beni al loro posto; si unisce bene alla preghiera della buona morte.
- Come atto di speranza. Il versetto 16 si può ripetere da solo, come una giaculatoria.
Domande Frequenti
Perché il salmo 49 è anche il salmo 48?
Per via delle due numerazioni del Salterio. Le Bibbie moderne seguono l'ebraico e lo contano 49; la Vulgata e la liturgia cattolica lo contano 48. È lo stesso salmo, l'Audite haec, omnes gentes.
Qual è il significato del salmo 49?
È una lezione di sapienza sulla vanità delle ricchezze: la morte raggiunge il ricco come il povero, e nessuna fortuna riscatta un'anima. Soltanto Dio la riscatta, dice il versetto 16.
Che cosa dice il versetto 16 del salmo 49?
Nel Martini: «Iddio però riscatterà l'anima mia dal potere dell'inferno, quando egli mi prenderà». L'inferno qui è il soggiorno dei morti; il giusto spera che Dio lo prenda con sé al di là della morte. La Chiesa ne fa un versetto del Mattutino del mercoledì.
Chi ha scritto il salmo 49?
Il titolo lo attribuisce ai figli di Core, una famiglia di leviti cantori del Tempio. La tradizione accoglie questa attribuzione; l'autore principale, come per tutta la Scrittura, è lo Spirito Santo.
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