La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 61 (Vulgata 60): Exaudi, Deus, deprecationem meam, il grido dai confini della terra
Il salmo 61 delle Bibbie moderne è il salmo 60 della Vulgata, *Exaudi, Deus, deprecationem meam: intende orationi meæ*: la breve preghiera di chi grida a Dio da lontano e si ritrova al sicuro sulla roccia, sotto il velo delle sue ali. Qui trovate il testo del Martini con la Vulgata a fronte; la guida ne spiega i versetti, la lettura dei Padri e il suo posto a Compieta nella liturgia del 1962.
Cercate il salmo 60 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 59.
1 In finem. In hymnis David.
1 Per la fine, su' cantici: di Davidde.
2 Exaudi, Deus, deprecationem meam ; intende orationi meæ.
2 Esaudisci, o Dio, le mie suppliche, porgi orecchio alla mia orazione.
3 A finibus terræ ad te clamavi, dum anxiaretur cor meum ; in petra exaltasti me. Deduxisti me,
3 Dalle estremità della terra a te alzai le mie grida: mentre il mio cuore era in affanno sopra un'alta pietra mi collocasti.
4 quia factus es spes mea : turris fortitudinis a facie inimici.
4 Tu fosti mia guida, perché tu se' mia speranza, torre fortissima contro il nimico.
5 Inhabitabo in tabernaculo tuo in sæcula ; protegar in velamento alarum tuarum.
5 Abiterò per sempre nel tuo tabernacolo: sarò protetto sotto il velo delle tue ali.
6 Quoniam tu, Deus meus, exaudisti orationem meam ; dedisti hæreditatem timentibus nomen tuum.
6 Perché tu, o Dio, hai esaudita la mia orazione: hai data l'eredità a quelli, che temono il nome tuo.
7 Dies super dies regis adjicies ; annos ejus usque in diem generationis et generationis.
7 Giorni tu aggiungerai a' giorni del re: gli anni di lui fino al dì d'una, e d'altra generazione.
8 Permanet in æternum in conspectu Dei : misericordiam et veritatem ejus quis requiret ?
8 Egli dura in eterno nel cospetto di Dio: chi potrà penetrare la misericordia di lui, e la verità?
9 Sic psalmum dicam nomini tuo in sæculum sæculi, ut reddam vota mea de die in diem.
9 Così io per tutti i secoli canterò inno di laude al nome tuo: per rendere ogni giorno i miei voti.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 61 o salmo 60?
Le Bibbie moderne, che seguono l'ebraico, numerano questo salmo 61; la Vulgata e la Settanta, seguite dal Breviario, lo contano come 60, perché uniscono in uno solo i salmi 9 e 10 dell'ebraico. È lo stesso testo, l'Exaudi, Deus, deprecationem meam. La tavola delle corrispondenze è nella pagina dei Salmi.
Non va confuso con i suoi vicini: il salmo 61 della Vulgata è il Nonne Deo subjecta erit anima mea, che le Bibbie moderne chiamano 62 e che trovate al salmo 62 (Vulgata 61); il salmo 60 di una Bibbia moderna è il Deus, repulisti nos, al salmo 60 (Vulgata 59). Per il nostro salmo i versetti hanno lo stesso numero nelle due tradizioni.
Che cosa significa il salmo 61?
Il salmo è breve: otto versetti dopo il titolo, «Per la fine, su' cantici: di Davidde» (v. 1). Passa dal grido alla certezza, poi alla preghiera per il re e alla promessa di una lode senza fine.
Il grido (v. 2-3)
«Esaudisci, o Dio, le mie suppliche, porgi orecchio alla mia orazione» (v. 2). Il salmista prega da lontano: «Dalle estremità della terra a te alzai le mie grida: mentre il mio cuore era in affanno sopra un'alta pietra mi collocasti» (v. 3). Si sente in capo al mondo, lontano dal santuario; ma Dio lo ha già messo al sicuro su una roccia.
La torre e le ali (v. 4-6)
Dio è diventato la sua speranza: «Tu fosti mia guida, perché tu se' mia speranza, torre fortissima contro il nimico» (v. 4). Il fedele fa allora un voto: «Abiterò per sempre nel tuo tabernacolo: sarò protetto sotto il velo delle tue ali» (v. 5). E ne dà la ragione: «Perché tu, o Dio, hai esaudita la mia orazione: hai data l'eredità a quelli, che temono il nome tuo» (v. 6).
La preghiera per il re (v. 7-8)
Il salmo si volge al re: «Giorni tu aggiungerai a' giorni del re: gli anni di lui fino al dì d'una, e d'altra generazione» (v. 7); «Egli dura in eterno nel cospetto di Dio» (v. 8). Nessun re d'Israele ha regnato in eterno: la tradizione vi riconosce il Messia.
La lode di ogni giorno (v. 9)
«Così io per tutti i secoli canterò inno di laude al nome tuo: per rendere ogni giorno i miei voti» (v. 9). La salvezza ricevuta diventa fedeltà quotidiana.
La lettura dei Padri
Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, sente in questo grido la voce di un solo uomo che grida dai confini della terra: il Cristo intero, Capo e membra, la Chiesa sparsa in tutto il mondo che geme nel suo esilio lontano dalla patria. Chi prega questo salmo, ovunque sia, non prega mai da solo.
La pietra su cui Dio innalza il fedele è Cristo stesso: san Paolo lo dice della roccia del deserto, «e quella pietra era Cristo» (1 Corinzi 10, 4). Il re i cui anni si stendono di generazione in generazione è Cristo Re, di cui l'Angelo dice: «il suo regno non avrà fine» (Luca 1, 33).
Il velo delle ali avvicina questo salmo al salmo 91 (Vulgata 90), Qui habitat, e al salmo 57 (Vulgata 56). Il desiderio di abitare il tabernacolo di Dio è quello del salmo 27 (Vulgata 26): «abitare nella casa del Signore».
Il salmo 61 nella liturgia del 1962
Compieta del mercoledì. Nel Breviario romano del 1962 il salmo 60 si recita a Compieta del mercoledì, dopo le due parti del salmo 34 (Vulgata 33), Benedicam Dominum, sotto l'antifona Immittet Angelus Domini in circuitu timentium eum: et eripiet eos. La scelta si spiega da sé: la sera l'anima stanca si sente lontana, «Dalle estremità della terra», e si rimette sotto le ali di Dio. Potete pregare quest'Ora nel breviario del giorno e conoscerne la storia nella nostra guida alla Compieta.
Le feste. Il salmo torna al Mattutino di alcune feste, con antifone che ne ricavano un versetto:
- il Sacro Cuore, nel secondo notturno: Dum anxiaretur Cor meum, in petra exaltasti me (v. 3), il Cuore di Cristo nell'angoscia innalzato sulla roccia;
- il Comune degli Apostoli, nel secondo notturno: Dedisti hereditatem timentibus nomen tuum, Domine (v. 6);
- Ognissanti, nel terzo notturno: Domine, spes Sanctorum et turris fortitudinis eorum (v. 4 e 6).
Come pregare il salmo 61
- La sera. È una preghiera della sera semplicissima: la si dice prima del sonno, affidando la notte a Dio.
- Da lontano. Si addice a chi è lontano da casa, emigrato, ricoverato in ospedale, o a chi si sente lontano da Dio: il versetto 3 dà parole a questa distanza.
- Nell'angoscia del cuore, unendosi al Sacro Cuore, come suggerisce l'antifona della festa.
- Per la fedeltà, con il versetto 9: mantenere ogni giorno le promesse fatte a Dio.
Domande Frequenti
Perché il salmo 61 si chiama anche salmo 60?
Per le due numerazioni del Salterio. La Vulgata e la liturgia cattolica lo contano 60; le Bibbie moderne, che seguono l'ebraico, 61. È lo stesso salmo, l'Exaudi, Deus.
Chi ha scritto il salmo 61?
Il titolo lo attribuisce a Davide. Alcuni commentatori lo collegano alla sua fuga lontano da Gerusalemme durante la rivolta di Assalonne, ma il testo non lo dice: la circostanza resta incerta.
Che cosa significa «sopra un'alta pietra mi collocasti»?
Dio ha messo il fedele al sicuro, su una roccia che le acque e i nemici non raggiungono. Per i Padri questa pietra è Cristo, fondamento della Chiesa e rifugio di chi crede.
Chi è il re del salmo 61?
Alla lettera, il re d'Israele per cui il popolo prega. Ma un regno che «dura in eterno nel cospetto di Dio» va oltre ogni re terreno: la tradizione vi legge Cristo Re.
Quando si prega il salmo 61 nel Breviario?
Nel Breviario del 1962 a Compieta del mercoledì, l'ultima Ora della giornata. Torna anche al Mattutino del Sacro Cuore, del Comune degli Apostoli e di Ognissanti.
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