La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 57 (Vulgata 56): Miserere mei, Deus, miserere mei, all'ombra delle tue ali
Il salmo 57 delle Bibbie moderne è il salmo 56 della Vulgata, *Miserere mei, Deus, miserere mei: quoniam in te confidit anima mea*: la preghiera di Davide nascosto nella caverna, che spera all'ombra delle ali di Dio e si leva con l'aurora. Qui trovate il testo del Martini con la Vulgata a fronte; la guida ne spiega le parti, la lettura pasquale dei Padri e l'uso nella liturgia del 1962.
Cercate il salmo 56 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 55.
1 In finem, ne disperdas. David in tituli inscriptionem, cum fugeret a facie Saul in speluncam.
1 Per la fine: non mandare in perdizione: iscrizione da mettersi sopra una colonna: a Davidde quando fuggendo Saul si ritirò in una spelonca.
2 Miserere mei, Deus, miserere mei, quoniam in te confidit anima mea. Et in umbra alarum tuarum sperabo, donec transeat iniquitas.
2 Abbi misericordia di me, o Dio, abbi misericordia di me, perché in te confida l'anima mia. E all'ombra dell'ali tue spererò, sino a tanto che passi l'iniquità.
3 Clamabo ad Deum altissimum, Deum qui benefecit mihi.
3 Alzerò le mie grida a Dio altissimo, a Dio mio benefattore.
4 Misit de cælo, et liberavit me ; dedit in opprobrium conculcantes me. Misit Deus misericordiam suam et veritatem suam,
4 Mandò dal cielo a liberarmi: svergognò coloro, che mi conculcavano. Mandò Dio la sua misericordia, e la sua verità,
5 et eripuit animam meam de medio catulorum leonum. Dormivi conturbatus. Filii hominum dentes eorum arma et sagittæ, et lingua eorum gladius acutus.
5 e liberò l'anima mia di mezzo ai giovani leoni: conturbato mi addormentai. Dei figliuoli degli uomini sono i denti lance, e saette, e affilato coltello la loro lingua.
6 Exaltare super cælos, Deus, et in omnem terram gloria tua.
6 Innalza te stesso, o Dio, sopra de' cieli, e la tua gloria per tutta la terra.
7 Laqueum paraverunt pedibus meis, et incurvaverunt animam meam. Foderunt ante faciem meam foveam, et inciderunt in eam.
7 Tesero un laccio a' miei piedi, e vi fecer piegare l'anima mia. Scavarono dinanzi a me una fossa, e in essa sono caduti.
8 Paratum cor meum, Deus, paratum cor meum ; cantabo, et psalmum dicam.
8 Il mio cuore, o Dio, egli è preparato: egli è preparato il cuor mio: canterò, salmeggerò.
9 Exsurge, gloria mea ; exsurge, psalterium et cithara : exsurgam diluculo.
9 Sorgi, o mia gloria, sorgi tu, salterio, e tu, cetera: io sorgerò coll'aurora.
10 Confitebor tibi in populis, Domine, et psalmum dicam tibi in gentibus :
10 A te darò laude, o Signore, tra i popoli, e inni a te canterò tralle genti:
11 quoniam magnificata est usque ad cælos misericordia tua, et usque ad nubes veritas tua.
11 Imperocché si è innalzata fino a' cieli la tua misericordia, e fino alle nubi la tua verità.
12 Exaltare super cælos, Deus, et super omnem terram gloria tua.
12 Innalza te stesso, o Dio, sopra de' cieli, e la tua gloria per tutta quanta la terra.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 57 o salmo 56?
Le Bibbie moderne, che seguono l'ebraico, numerano questo salmo 57; la Vulgata e la Settanta, seguite dal Breviario e dai Padri, lo contano come 56, perché uniscono in uno solo i salmi 9 e 10 dell'ebraico. È lo stesso testo, che comincia con Miserere mei, Deus, miserere mei. La tavola delle corrispondenze è nella pagina dei Salmi.
Non va confuso con il grande Miserere penitenziale, Miserere mei, Deus, secundum magnam misericordiam tuam, che è il salmo 51 (Vulgata 50). Quanto ai numeri vicini: il salmo 57 della Vulgata è il Si vere utique, salmo 58 delle Bibbie moderne; il salmo 56 di una Bibbia moderna è il Miserere mei, Deus, quoniam conculcavit me homo, al salmo 56 (Vulgata 55). Per il nostro salmo i versetti hanno lo stesso numero nelle due tradizioni.
Che cosa significa il salmo 57?
Il titolo: la caverna
Il titolo porta un'indicazione di canto, «non mandare in perdizione», e colloca la preghiera «a Davidde quando fuggendo Saul si ritirò in una spelonca» (v. 1). Il I libro dei Re (1 Samuele) conosce due caverne: quella di Odollam, dove Davide si rifugia (I Re 22, 1), e quella di Engaddi, dove Saul entra senza sapere che Davide vi è nascosto «nella parte più interna della spelonca» (I Re 24, 4), e dove Davide gli risparmia la vita. Quale delle due il titolo intenda, è incerto.
L'ombra delle ali (v. 2-4)
Il salmo si apre con un doppio grido: «Abbi misericordia di me, o Dio, abbi misericordia di me, perché in te confida l'anima mia. E all'ombra dell'ali tue spererò, sino a tanto che passi l'iniquità» (v. 2). È l'uccello che copre i piccoli durante il temporale. Il fuggiasco non chiede anzitutto che il pericolo sparisca, ma di essere coperto finché dura. La fiducia poggia sull'esperienza: «Alzerò le mie grida a Dio altissimo, a Dio mio benefattore» (v. 3), che «Mandò dal cielo a liberarmi» (v. 4).
In mezzo ai leoni (v. 5-7)
La minaccia è dipinta con immagini di caccia: Dio «liberò l'anima mia di mezzo ai giovani leoni: conturbato mi addormentai. Dei figliuoli degli uomini sono i denti lance, e saette, e affilato coltello la loro lingua» (v. 5). I nemici hanno teso un laccio e scavato una fossa, «e in essa sono caduti» (v. 7): il male si ritorce contro chi lo prepara.
In mezzo al quadro si leva un ritornello, ai versetti 6 e 12: «Innalza te stesso, o Dio, sopra de' cieli, e la tua gloria per tutta la terra» (v. 6). Il perseguitato non parla più di sé: chiede la gloria di Dio.
Il canto dell'aurora (v. 8-12)
La seconda parte è un canto di vittoria: «Il mio cuore, o Dio, egli è preparato: egli è preparato il cuor mio: canterò, salmeggerò» (v. 8). Il salmista sveglia i suoi strumenti: «Sorgi, o mia gloria, sorgi tu, salterio, e tu, cetera: io sorgerò coll'aurora» (v. 9). La notte della caverna è finita, e la lode va oltre Israele: «A te darò laude, o Signore, tra i popoli» (v. 10), «Imperocché si è innalzata fino a' cieli la tua misericordia, e fino alle nubi la tua verità» (v. 11).
I versetti 8-12 sono ripresi quasi alla lettera all'inizio del salmo 108 (Vulgata 107), Paratum cor meum.
La caverna e il sepolcro: la lettura pasquale
Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, ascolta in questo salmo la voce di Cristo. La tradizione ha visto nella caverna dove Davide si nasconde una figura dell'umiliazione di Cristo e del suo sepolcro, e nei leoni i persecutori della Passione. Il grido «Sorgi, o mia gloria» e la promessa «io sorgerò coll'aurora» annunciano la Risurrezione, al mattino del primo giorno della settimana, quando l'Angelo dice alle donne: «Egli non è qui: conciossiachè è risuscitato, conforme disse» (Matteo 28, 6). Il ritornello «Innalza te stesso, o Dio, sopra de' cieli» si compie nell'Ascensione. Sulla festa delle feste, vedete la nostra pagina sulla Pasqua.
L'ombra delle ali è una delle immagini più frequenti del Salterio: la si ritrova nel salmo 17 (Vulgata 16), nel salmo 63 (Vulgata 62) e nel salmo 91 (Vulgata 90), Qui habitat.
Il salmo 57 nella liturgia del 1962
Sesta del mercoledì. Nel Breviario romano del 1962 il salmo 56 si recita a Sesta del mercoledì, tra i salmi 55 e 57, sotto l'antifona In Deo speravi, non timebo quid faciat mihi homo. A mezzogiorno, quando la fatica e le contraddizioni pesano, la Chiesa chiede il riparo delle ali di Dio. Potete pregare quest'Ora nel breviario del giorno.
Il Mercoledì delle Ceneri. Nel Messale del 1962 il salmo apre la Quaresima. Il primo versetto, Miserere mei, Deus, miserere mei: quoniam in te confidit anima mea, è il versetto salmico dell'introito Misereris omnium; lo stesso versetto, con il versetto 4, Misit de cælo, et liberavit me, forma il graduale. La Chiesa entra nel tempo di penitenza all'ombra delle ali di Dio: vedete la nostra pagina sul Mercoledì delle Ceneri.
Come pregare il salmo 57
- Al mattino. I versetti 8-9 sono una preghiera del risveglio: «Il mio cuore, o Dio, egli è preparato», «io sorgerò coll'aurora». Trovano posto nella preghiera del mattino.
- Nella prova che non passa. Con il versetto 2: non chiedere prima che il pericolo sparisca, ma di essere custoditi sotto le ali di Dio «sino a tanto che passi l'iniquità».
- Contro la calunnia, con il versetto 5: la lingua come «affilato coltello».
- Nel tempo pasquale, leggendolo con i Padri come il canto di Cristo che esce dal sepolcro.
Domande Frequenti
Perché il salmo 57 si chiama anche salmo 56?
Perché la Vulgata e la Settanta, seguite dalla liturgia e dal Martini, contano come un solo salmo il 9 e il 10 dell'ebraico. Il Miserere mei, Deus, miserere mei, salmo 57 delle Bibbie moderne, vi porta il numero 56.
Il salmo 57 è il Miserere?
No. Il Miserere della penitenza, quello di Davide dopo il peccato con Betsabea, è il salmo 51 delle Bibbie moderne (50 nella Vulgata). Il salmo 57 comincia con parole simili, ma è una preghiera di fiducia nel pericolo.
Chi ha scritto il salmo 57?
Il titolo lo attribuisce a Davide, quando fuggiva davanti a Saul e si nascose in una caverna. La Chiesa riceve questa attribuzione.
Che cosa significa «all'ombra dell'ali tue spererò»?
È l'immagine della chioccia o dell'aquila che copre i piccoli: Dio protegge chi si rifugia in lui mentre la tempesta dura. Il salmista non dice che il male non verrà, ma che passerà, e che fino ad allora sarà al riparo.
Che cosa significa «io sorgerò coll'aurora»?
Il salmista promette di lodare Dio fin dal primo mattino, finita la notte del pericolo. I Padri vi hanno letto la Risurrezione di Cristo all'alba del giorno di Pasqua.
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