La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata

Salmo 108 (Vulgata 107): Paratum cor meum, il cuore pronto di Davide

Il salmo 108 delle Bibbie moderne è il salmo 107 della Vulgata, il *Paratum cor meum, Deus*: la lode del mattino e la richiesta d'aiuto nel combattimento, riunite in un solo canto. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, la sua composizione singolare, l'uso nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.

Cercate il salmo 107 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 106.

Lingua

1 Canticum Psalmi, ipsi David.

1 Salmo dello stesso Davidde.

2 Paratum cor meum, Deus, paratum cor meum ; cantabo, et psallam in gloria mea.

2 Il mio cuore, o Dio, egli è preparato: egli è preparato il cuor mio: canterò, e salmeggerò nella mia gloria.

3 Exsurge, gloria mea ; exsurge, psalterium et cithara ; exsurgam diluculo.

3 Sorgi, mia gloria, sorgi salterio, e tu cetra: io sorgerò coll'aurora.

4 Confitebor tibi in populis, Domine, et psallam tibi in nationibus :

4 A te io darò laude trai popoli, o Signore, inni a te canterò tralle genti.

5 quia magna est super cælos misericordia tua, et usque ad nubes veritas tua.

5 Perché più grande de' cieli è la tua misericordia, e la tua verità fino alle nubi.

6 Exaltare super cælos, Deus, et super omnem terram gloria tua :

6 Sii tu esaltato fin sopra de' cieli, e la tua gloria per tutta quanta la terra, affinché liberati siano i tuoi eletti.

7 ut liberentur dilecti tui. Salvum fac dextera tua, et exaudi me.

7 Salvami colla tua destra, ed esaudiscimi: Dio ha parlato nel suo santuario;

8 Deus locutus est in sancto suo : Exsultabo, et dividam Sichimam ; et convallem tabernaculorum dimetiar.

8 Che io sarò nell'allegrezza, e sarò padrone di Sichem, e dividerò la valle de' tabernacoli.

9 Meus est Galaad, et meus est Manasses, et Ephraim susceptio capitis mei. Juda rex meus ;

9 Mio è Galaad, e mio è Manasse, ed Ephraim fortezza della mia testa.

10 Moab lebes spei meæ : in Idumæam extendam calceamentum meum ; mihi alienigenæ amici facti sunt.

10 Giuda mio re: Moab vaso di mia speranza. Col mio piede calcherò l'Idumea; gli stranieri saranno soggetti a me.

11 Quis deducet me in civitatem munitam ? quis deducet me usque in Idumæam ?

11 Chi mi condurrà nella città munita? chi mi condurrà fino nell'Idumea?

12 nonne tu, Deus, qui repulisti nos ? et non exibis, Deus, in virtutibus nostris ?

12 Chi se non tu, o Dio, che ci hai rigettati? E non verrai tu, o Dio, co' nostri eserciti?

13 Da nobis auxilium de tribulatione, quia vana salus hominis.

13 Dà aiuto a noi nella tribolazione, perché invano si aspetta salute dall'uomo.

14 In Deo faciemus virtutem ; et ipse ad nihilum deducet inimicos nostros.

14 Con Dio farem cose grandi: ed egli annichilerà color che ci affliggono.

Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).

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