La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 67 (Vulgata 66): Deus misereatur nostri, Dio abbia pietà di noi e ci benedica
Deus misereatur nostri
Il salmo 67 delle Bibbie moderne è il salmo 66 della Vulgata, il *Deus misereatur nostri, et benedicat nobis*: una breve benedizione che si allarga a tutti i popoli, «A te dian laude, o Dio, i popoli». Qui sotto trovate il testo completo del Martini con il latino a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, la lettura dei Padri, il suo posto nelle Lodi e nella Settimana santa secondo la liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 66 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 65.
1 In finem, in hymnis. Psalmus cantici David.
1 Per la fine: sopra gli inni: salmo, o cantico di David.
2 Deus misereatur nostri, et benedicat nobis ; illuminet vultum suum super nos, et misereatur nostri :
2 Iddio abbia pietà di noi, e ci benedica: faccia splendere la luce della sua faccia sopra di noi, e abbia di noi pietà.
3 ut cognoscamus in terra viam tuam, in omnibus gentibus salutare tuum.
3 Affinchè la tua via conosciamo sopra la terra, e la salute tua (che è) per tutte le genti.
4 Confiteantur tibi populi, Deus : confiteantur tibi populi omnes.
4 A te dian laude, o Dio, i popoli: a te diano laude i popoli tutti.
5 Lætentur et exsultent gentes, quoniam judicas populos in æquitate, et gentes in terra dirigis.
5 Si rallegrino, ed esultino le genti, perché tu governi i popoli nell'equità, e se' duce delle nazioni sulla terra.
6 Confiteantur tibi populi, Deus : confiteantur tibi populi omnes.
6 Te confessino, o Dio, i popoli: te confessino i popoli tutti,
7 Terra dedit fructum suum : benedicat nos Deus, Deus noster !
7 la terra ha dato il suo frutto. Ci benedica Dio, il nostro Dio,
8 Benedicat nos Deus, et metuant eum omnes fines terræ.
8 Dio ci benedica, e lo temano tutte le estremità della terra.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 67 o salmo 66?
Le Bibbie moderne lo numerano 67, secondo l'ebraico; la Vulgata, la Settanta, i Padri e il Breviario romano lo numerano 66, perché uniscono in un solo salmo i salmi 9 e 10. È lo stesso testo, che in latino comincia con Deus misereatur nostri. Le Bibbie moderne traducono “Dio abbia pietà di noi e ci benedica”, il Martini «Iddio abbia pietà di noi, e ci benedica»: la differenza è minima. I numeri dei versetti coincidono, perché il titolo conta come versetto 1. La tavola completa è nella pagina dei Salmi.
Chi cerca «salmo 66» in una Bibbia moderna troverà invece il Jubilate Deo, omnis terra delle opere di Dio, che è il salmo 65 della Vulgata.
Che cosa significa il salmo 67?
Questo piccolo salmo di sette versetti ha la forma di una benedizione liturgica, incorniciata da un ritornello. Il titolo lo pone «sopra gli inni» e lo attribuisce a Davide (v. 1).
La benedizione dei sacerdoti (v. 2). Il primo versetto riprende quasi parola per parola la benedizione che Dio aveva affidato ad Aronne e ai suoi figli: «Il Signore ti mostri la sua faccia, e abbia pietà di te» (Numeri 6, 25). Il salmo la volge al «noi»: «Iddio abbia pietà di noi, e ci benedica: faccia splendere la luce della sua faccia sopra di noi, e abbia di noi pietà». Il volto di Dio che risplende è il suo favore, la sua presenza benevola.
Lo scopo della benedizione (v. 3). Israele non chiede di essere benedetto per sé solo, ma «Affinchè la tua via conosciamo sopra la terra, e la salute tua (che è) per tutte le genti». La parola tra parentesi è un'aggiunta del Martini per chiarire il senso. La benedizione del popolo eletto è fatta per diffondersi: è già l'orizzonte missionario della Chiesa.
Il ritornello dei popoli (v. 4-6). Due volte torna l'appello: «A te dian laude, o Dio, i popoli: a te diano laude i popoli tutti». Fra i due ritornelli, la ragione della gioia delle nazioni: «perché tu governi i popoli nell'equità, e se' duce delle nazioni sulla terra» (v. 5). Il governo di Dio non è una minaccia per i popoli: è la loro felicità.
Il raccolto (v. 7-8). Il salmo si chiude con una constatazione: «la terra ha dato il suo frutto». Si è spesso pensato che fosse cantato alla festa delle messi. La benedizione finale si stende fino ai confini del mondo: «Dio ci benedica, e lo temano tutte le estremità della terra» (v. 8).
La lettura dei Padri e della tradizione
Nella benedizione finale il nome di Dio torna tre volte: benedicat nos Deus, Deus noster, benedicat nos Deus. Diversi commentatori antichi e medievali vi hanno riconosciuto un annuncio discreto della Trinità, come nella triplice benedizione di Aronne. È una lettura spirituale che non toglie nulla al senso letterale; ricorda che la benedizione perfetta è quella del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, con la quale si chiude la Messa.
Il versetto 7, «la terra ha dato il suo frutto», ha ricevuto nella tradizione una lettura cristologica: la terra è l'umanità, e il suo frutto più alto è Cristo, nato dalla Vergine. Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, insiste soprattutto sull'universalità del salmo: la salvezza di Dio conosciuta «per tutte le genti» è la Chiesa diffusa su tutta la terra.
Il vecchio Simeone, ricevendo il Bambino al Tempio, canta ciò che il salmo chiedeva: un Salvatore «esposto da te al cospetto di tutti i popoli; Luce a illuminare le nazioni, e a gloria del popolo tuo Israele» (Luca 2, 31-32). E il Risorto manda gli apostoli: «istruite tutte le genti» (Matteo 28, 19).
Il salmo ha dei fratelli: il salmo 117 delle Bibbie moderne, Laudate Dominum, omnes gentes, il più breve del Salterio, che lancia lo stesso appello a tutti i popoli, e il salmo 65, Te decet hymnus, che descrive la terra visitata da Dio e il suo raccolto.
Il salmo 67 nella liturgia del 1962
Lodi del martedì. Nel salterio del Breviario romano del 1962 il salmo 66 si canta alle Lodi del martedì, nello schema ordinario come in quello dei tempi di penitenza, con le antifone Illumina, Domine, vultum tuum super nos e Deus misereatur nostri, et benedicat nobis. Potete pregarlo quel giorno nel breviario del giorno.
Un tempo, ogni mattina. Prima della riforma del salterio voluta da san Pio X nel 1911, il salmo aveva un posto ancora più grande: si diceva ogni giorno alle Lodi, dopo il salmo 62, Deus, Deus meus, ad te de luce vigilo, sotto un solo Gloria Patri. La Regola di san Benedetto, da parte sua, fa cominciare le Lodi con il salmo 66, detto senza antifona. La Chiesa univa così, al sorgere del giorno, la sete personale di Dio e la preghiera per la salvezza di tutte le nazioni.
La Settimana santa e la Croce. Nel Messale del 1962 il versetto 2 è il versetto salmico dell'introito Nos autem gloriari oportet in cruce Domini nostri Jesu Christi, che si canta il martedì santo, nella Messa in Cœna Domini del Giovedì santo e alla festa dell'Esaltazione della Santa Croce, il 14 settembre. Il Venerdì santo, durante l'adorazione della Croce, lo stesso versetto accompagna l'antifona Crucem tuam adoramus, Domine: il volto di Dio che risplende su di noi è quello del Crocifisso. Il salmo dà anche l'introito e il graduale della Messa votiva per la propagazione della fede.
Come pregare il salmo 67
- Come una benedizione. Lo si può dire sulla propria famiglia, sui figli, su una casa, tracciando il segno di croce al versetto 8; accompagna bene la preghiera per la famiglia.
- Per le missioni. Il versetto 3 è una preghiera perché il Vangelo sia conosciuto da tutti i popoli.
- In ringraziamento per i beni della terra, con il versetto 7, al tempo del raccolto o a tavola, come preghiera di ringraziamento.
- Il mattino, dopo il salmo 63 delle Bibbie moderne, Deus, Deus meus, secondo l'antico uso delle Lodi.
Domande Frequenti
Che cosa significa il salmo 67?
È una preghiera di benedizione: Israele chiede a Dio di far risplendere il suo volto su di lui, perché tutte le nazioni conoscano la sua salvezza e lo lodino. La benedizione di un popolo diventa così la benedizione del mondo.
“Dio abbia pietà di noi e ci benedica” è il salmo 66 o 67?
È lo stesso salmo: 66 nella Vulgata e nei libri liturgici tradizionali, 67 nelle Bibbie moderne. Nel Martini comincia con «Iddio abbia pietà di noi, e ci benedica».
Chi ha scritto il salmo 67?
Il titolo della Vulgata dice «salmo, o cantico di David», e la Chiesa ha accolto questa attribuzione; l'ebraico lo dà senza nome d'autore. La sua parentela con la benedizione di Aronne mostra un salmo destinato al culto del Tempio.
Quando pregare il salmo 67?
Il mattino, come la Chiesa ha fatto per secoli alle Lodi; per benedire i propri cari; per le missioni; in ringraziamento per i beni ricevuti. È abbastanza breve da imparare a memoria.
Il salmo 68 Exsurgat Deus è il seguente?
Sì. Il salmo che segue, Exsurgat Deus, porta il numero 68 nelle Bibbie moderne e 67 nella Vulgata: lo trovate alla pagina del salmo 68, Exsurgat Deus.
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