La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 66 (Vulgata 65): Jubilate Deo, omnis terra, il salmo della risurrezione
Il salmo 66 delle Bibbie moderne è il salmo 65 della Vulgata, il *Jubilate Deo, omnis terra*: un canto di ringraziamento in cui tutta la terra è chiamata a lodare Dio, e un uomo provato racconta «quanto grandi cose ha fatto Dio per l'anima mia». La Vulgata lo intitola «salmo, e cantico della risurrezione». Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, l'uso nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 65 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 64.
1 In finem. Canticum psalmi resurrectionis. Jubilate Deo, omnis terra ;
1 Per la fine: salmo, e cantico della risurrezione. Terra tutta quanta alza a Dio voci di giubilo:
2 psalmum dicite nomini ejus ; date gloriam laudi ejus.
2 canta salmi al nome di lui, rendi a lui gloriosa laude.
3 Dicite Deo : Quam terribilia sunt opera tua, Domine ! in multitudine virtutis tuæ mentientur tibi inimici tui.
3 Dite a Dio: quanto son terribili, o Signore, le opere tue! a cagione della tua molta possanza i tuoi nemici fingeranno con te.
4 Omnis terra adoret te, et psallat tibi ; psalmum dicat nomini tuo.
4 La terra tutta adori te, e canti tue lodi: canti laude al nome tuo.
5 Venite, et videte opera Dei : terribilis in consiliis super filios hominum.
5 Venite, e osservate le opere di Dio: terribile ne' suoi consigli verso i figliuoli degli uomini.
6 Qui convertit mare in aridam ; in flumine pertransibunt pede : ibi lætabimur in ipso.
6 Egli converte il mare in arida terra; passeranno il fiume a piede asciutto: ivi in lui ci allegreremo.
7 Qui dominatur in virtute sua in æternum ; oculi ejus super gentes respiciunt : qui exasperant non exaltentur in semetipsis.
7 Egli ha un dominio eterno per sua potenza: gli occhi di lui sono aperti sopra le nazioni: coloro, che lo irritano non si inalberino dentro di loro.
8 Benedicite, gentes, Deum nostrum, et auditam facite vocem laudis ejus :
8 Benedite, o nazioni, il nostro Dio, e fate udire le voci con cui lo lodate.
9 qui posuit animam meam ad vitam, et non dedit in commotionem pedes meos.
9 Egli ha serbata l'anima mia alla vita, e non ha permesso, che i miei piedi vacillassero.
10 Quoniam probasti nos, Deus ; igne nos examinasti, sicut examinatur argentum.
10 Perché tu, o Dio, hai fatto prova di noi: ne hai fatto saggio col fuoco, come si fa dell'argento.
11 Induxisti nos in laqueum ; posuisti tribulationes in dorso nostro ;
11 Ci hai condotti al laccio: hai aggravate di tribolazioni le nostre spalle:
12 imposuisti homines super capita nostra. Transivimus per ignem et aquam, et eduxisti nos in refrigerium.
12 duri uomini hai messi sopra le nostre teste. Siam passati pel fuoco, e per l'acqua, ma ci hai quindi condotti in luogo di ristoro.
13 Introibo in domum tuam in holocaustis ; reddam tibi vota mea
13 Entrerò nella tua casa per offerire olocausti: scioglierò i voti pronunziati dalle mie labbra:
14 quæ distinxerunt labia mea : et locutum est os meum in tribulatione mea.
14 E i quali la mia bocca proferì nel tempo di mia tribolazione.
15 Holocausta medullata offeram tibi, cum incenso arietum ; offeram tibi boves cum hircis.
15 Ti offerirò pingui olocausti col fumo de' capri: ti offerirò de' bovi, e de' montoni.
16 Venite, audite, et narrabo, omnes qui timetis Deum, quanta fecit animæ meæ.
16 Venite, udite tutti voi, che temete Dio, e racconterò quanto grandi cose ha fatto Dio per l'anima mia.
17 Ad ipsum ore meo clamavi, et exaltavi sub lingua mea.
17 A lui alzai le grida della mia bocca, e lo ho glorificato colla mia lingua.
18 Iniquitatem si aspexi in corde meo, non exaudiet Dominus.
18 Se io vedessi nel cuor mio l'iniquità, il Signore non mi esaudirebbe.
19 Propterea exaudivit Deus, et attendit voci deprecationis meæ.
19 Ma Dio mi ha esaudito, e ha dato udienza alla voce delle mie suppliche.
20 Benedictus Deus, qui non amovit orationem meam, et misericordiam suam a me.
20 Benedetto Dio, il quale non ha allontanato da me né la mia orazione, né la sua misericordia.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 66 o salmo 65?
Le Bibbie moderne, compresa la CEI, seguono l'ebraico e numerano questo salmo 66; la Vulgata, il Martini, il Breviario e il Messale romani lo numerano 65, perché uniscono in uno solo i salmi 9 e 10 dell'ebraico. È lo stesso testo, che in latino comincia con Jubilate Deo, omnis terra.
Attenzione all'equivoco più frequente. Il ritornello “Dio abbia pietà di noi e ci benedica”, che i foglietti della Messa indicano spesso come “Sal 66 (67)”, non appartiene a questo salmo, ma al successivo, il Deus misereatur, «Iddio abbia pietà di noi, e ci benedica»: lo trovate alla pagina del salmo 67 delle Bibbie moderne (Vulgata 66). Il salmo 65 delle Bibbie moderne è invece il Te decet hymnus, «A te son dovuti, o Signore, gli inni in Sionne», Vulgata 64. La tavola completa è nella pagina dei Salmi.
Che cosa significa il salmo 66?
Il titolo (v. 1). La Vulgata, dopo la Settanta, lo chiama «salmo, e cantico della risurrezione». Questo titolo, assente nell'ebraico, orienta tutta la lettura cristiana: la liberazione cantata qui è quella della vita uscita dalla morte.
Tutta la terra (v. 1-7). Il salmo comincia con una convocazione universale: «Terra tutta quanta alza a Dio voci di giubilo: canta salmi al nome di lui, rendi a lui gloriosa laude» (v. 1-2). Le nazioni sono invitate a contemplare le sue opere: «Venite, e osservate le opere di Dio» (v. 5). La prima di queste opere è l'uscita dall'Egitto e l'ingresso nella terra promessa: «Egli converte il mare in arida terra; passeranno il fiume a piede asciutto» (v. 6), ricordo del mar Rosso, quando «i figliuoli d'Israele entrarono in mezzo al mare asciutto» (Esodo 14, 22), e del Giordano attraversato sotto Giosuè.
Al versetto 3 il Martini scrive che i nemici di Dio «fingeranno con te»: è il latino mentientur tibi, l'omaggio forzato e menzognero di chi si piega alla potenza senza amarla.
La prova del popolo (v. 8-12). Poi il tono cambia. Dio ha provato il suo popolo: «Perché tu, o Dio, hai fatto prova di noi: ne hai fatto saggio col fuoco, come si fa dell'argento» (v. 10). Il fuoco purifica l'argento senza distruggerlo. Il popolo confessa: «Siam passati pel fuoco, e per l'acqua, ma ci hai quindi condotti in luogo di ristoro» (v. 12). Il latino dice in refrigerium: la parola che il Canone romano usa per i defunti, quando chiede per loro il locum refrigerii, lucis et pacis, il luogo del refrigerio, della luce e della pace.
La testimonianza personale (v. 13-20). Il «noi» diventa «io». L'uomo liberato sale al Tempio per sciogliere i voti fatti «nel tempo di mia tribolazione» (v. 14), e prende a testimoni i fedeli: «Venite, udite tutti voi, che temete Dio, e racconterò quanto grandi cose ha fatto Dio per l'anima mia» (v. 16). Confessa la condizione della preghiera esaudita: «Se io vedessi nel cuor mio l'iniquità, il Signore non mi esaudirebbe» (v. 18). E termina benedicendo Dio, «il quale non ha allontanato da me né la mia orazione, né la sua misericordia» (v. 20).
Il salmo della risurrezione: la lettura cristiana
I Padri, e sant'Agostino nelle Enarrationes in Psalmos, hanno accolto il titolo greco come una chiave: il salmo canta la risurrezione di Cristo, e in lui il rinnovamento di quelli che gli appartengono. Il passaggio attraverso il fuoco e l'acqua diventa quello della Chiesa attraverso le prove di questa vita, e il «luogo di ristoro» il riposo promesso agli eletti.
Il mare mutato in terra asciutta figura il Battesimo, che san Paolo vede già annunciato nella traversata del mar Rosso: i padri «furono battezzati per Mosè nella nube, e nel mare» (1 Corinzi 10, 2). Chi esce dal fonte battesimale può dire con il salmista: «ha serbata l'anima mia alla vita» (v. 9).
Lo si accosta al salmo 100 (Vulgata 99), Jubilate Deo, che riprende la stessa acclamazione di tutta la terra; al salmo 116, 10-19 (Vulgata 115), Credidi, dove il liberato promette anche lui di sciogliere i suoi voti; e al salmo 118 (Vulgata 117), Confitemini Domino, il grande canto pasquale.
Il salmo 66 nella liturgia del 1962
Mattutino del giovedì. Nel Breviario romano del 1962 il salmo 65 si canta al Mattutino del giovedì, subito dopo il salmo 61, diviso in due parti con due antifone: Videte opera Domini, et auditam facite vocem laudis ejus (versetti 1-12) e Audite, omnes qui timetis Deum, quanta fecit animæ meæ (versetti 13-20). Nella festa dell'Epifania il salmo torna nel secondo notturno, con l'antifona Omnis terra adoret te, et psallat tibi: tutta la terra che adora è quella dei Magi venuti dall'Oriente. Potete pregarlo nel breviario del giorno.
Il Messale. È uno dei salmi più usati del Messale del 1962, quasi tutto nei tempi di gioia:
- II domenica dopo l'Epifania: l'introito Omnis terra adoret te, Deus (versetto 4), con il versetto salmico Jubilate Deo, omnis terra; e l'offertorio Jubilate Deo, universa terra (versetti 1-2 e 16).
- III domenica dopo Pasqua: l'introito Jubilate Deo, omnis terra, alleluia, con il versetto 3, Dicite Deo, quam terribilia sunt opera tua. Il titolo di “salmo della risurrezione” si accorda con il tempo pasquale.
- IV domenica dopo Pasqua: di nuovo l'offertorio Jubilate Deo, universa terra.
- V domenica dopo Pasqua: l'offertorio Benedicite, gentes, Dominum, Deum nostrum (versetti 8-9 e 20), che torna anche il mercoledì della quarta settimana di Quaresima.
Domenica dopo domenica, il salmo accompagna così la gioia del tempo di Pasqua.
Come pregare il salmo 66
È una preghiera di ringraziamento dopo una prova superata: una malattia, un lutto, una difficoltà di lavoro o di famiglia. I versetti 10-12 dicono il senso della prova, il versetto 16 invita a raccontare ciò che Dio ha fatto, il versetto 20 conclude. Si può unire a una preghiera di ringraziamento o al Te Deum.
Il versetto 18 è anche un esame di coscienza: la preghiera non è ascoltata se il cuore tiene stretto il peccato. Prima di chiedere, conviene purificare l'intenzione. Lo si conclude, come all'Ufficio, con il Gloria Patri.
Domande Frequenti
Che cosa significa il salmo 66?
È un canto di ringraziamento: tutta la terra è chiamata a lodare Dio per le sue opere, poi un fedele racconta come Dio lo ha provato e liberato. La Vulgata lo chiama “salmo della risurrezione”, e la tradizione vi legge il passaggio di Cristo e del cristiano dalla morte alla vita.
Il salmo 66 “Dio abbia pietà di noi e ci benedica” è questo?
No. Quel ritornello viene dal Deus misereatur, numerato 66 nella Vulgata e in molti libri liturgici, ma 67 nelle Bibbie moderne. Il salmo 66 delle Bibbie moderne è questo, il Jubilate Deo, omnis terra.
Il salmo 66 è una preghiera di ringraziamento al Signore?
Sì. La sua seconda parte è il ringraziamento di un uomo esaudito, che va al Tempio a sciogliere i voti e a raccontare ciò che Dio ha fatto per la sua anima. È uno dei salmi più adatti per ringraziare dopo una grazia ricevuta.
Chi ha scritto il salmo 66?
Il titolo non nomina un autore, né nell'ebraico né nella Vulgata: lo indica soltanto come salmo e cantico, e la Vulgata aggiunge «della risurrezione».
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