La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 71 (Vulgata 70): In te, Domine, speravi, la preghiera della vecchiaia
Il salmo 71 delle Bibbie moderne è il salmo 70 della Vulgata, l'*In te, Domine, speravi*: «In te, o Signore, ho posta la mia speranza: non sia io confuso in eterno». È la preghiera di un uomo che ha confidato in Dio fin dal seno materno e gli chiede di non abbandonarlo nella vecchiaia. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con il latino a fronte; la guida ne spiega il significato, la lettura dei Padri, l'uso nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 70 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 69.
1 Psalmus David, filiorum Jonadab, et priorum captivorum. In te, Domine, speravi ; non confundar in æternum.
1 Salmo di David. De' figliuoli di Jonadab, e de' primi prigionieri. In te, o Signore, ho posta la mia speranza: non sia io confuso in eterno:
2 In justitia tua libera me, et eripe me : inclina ad me aurem tuam, et salva me.
2 per la tua giustizia dammi liberazione, e salute. Piega le tue orecchie verso di me, e salvami.
3 Esto mihi in Deum protectorem, et in locum munitum, ut salvum me facias : quoniam firmamentum meum et refugium meum es tu.
3 Sii tu a me un Dio protettore, e un asilo sicuro per farmi salvo: Perocché mia fermezza, e mio rifugio se' tu.
4 Deus meus, eripe me de manu peccatoris, et de manu contra legem agentis, et iniqui :
4 Dio mio, liberami dalle mani del peccatore, e dalle mani del violator della legge, e dell'iniquo;
5 quoniam tu es patientia mea, Domine ; Domine, spes mea a juventute mea.
5 Imperocché tu se', o Signore, la mia espettazione, Signore, tu mia speranza fin dalla mia gioventù.
6 In te confirmatus sum ex utero ; de ventre matris meæ tu es protector meus ; in te cantatio mea semper.
6 Sopra di te io posai nell'uscire dall'utero: dal seno della madre mia tu se' mio protettore.
7 Tamquam prodigium factus sum multis ; et tu adjutor fortis.
7 Te io cantai in ogni tempo: fui tenuto da molti come un portento; ma un forte difensore se' tu.
8 Repleatur os meum laude, ut cantem gloriam tuam, tota die magnitudinem tuam.
8 Sia piena la mia bocca di laude, affinchè io canti la tua gloria, e la tua grandezza per tutto il giorno.
9 Ne projicias me in tempore senectutis ; cum defecerit virtus mea, ne derelinquas me.
9 Non rigettarmi nel tempo della vecchiezza: non abbandonarmi quando verrà meno la mia fortezza.
10 Quia dixerunt inimici mei mihi, et qui custodiebant animam meam consilium fecerunt in unum,
10 Imperocché contro di me han parlato i miei nemici; e quelli che tendevano insidie all'anima mia han tenuto insieme consiglio,
11 dicentes : Deus dereliquit eum : persequimini et comprehendite eum, quia non est qui eripiat.
11 Dicendo: Iddio lo ha abbandonato, tenetegli dietro, ed afferratelo, dapoichè non v'ha chi lo scampi.
12 Deus, ne elongeris a me ; Deus meus, in auxilium meum respice.
12 Non ti dilungare, o Dio, da me: Dio mio, volgiti ad aiutarmi.
13 Confundantur et deficiant detrahentes animæ meæ ; operiantur confusione et pudore qui quærunt mala mihi.
13 Sian confusi, e vengan meno coloro, che appongono calunnie all'anima mia: siano coperti di confusione, e di vergogna quelli che amano il mio male.
14 Ego autem semper sperabo, et adjiciam super omnem laudem tuam.
14 Ma io sempre spererò, e laudi aggiungerò a tutte le laudi tue.
15 Os meum annuntiabit justitiam tuam, tota die salutare tuum. Quoniam non cognovi litteraturam,
15 La mia bocca predicherà la tua giustizia, e tutto il giorno la salute, che vien da te.
16 introibo in potentias Domini ; Domine, memorabor justitiæ tuæ solius.
16 Perché io non ho cognizione di lettere mi internerò nella possanza del Signore; della sola giustizia tua, o Signore, io mi ricorderò.
17 Deus, docuisti me a juventute mea ; et usque nunc pronuntiabo mirabilia tua.
17 Tu, o Dio, fosti mio maestro fin dalla mia giovinezza, e io annunzierò le meraviglie fatte da te fino a quest'ora:
18 Et usque in senectam et senium, Deus, ne derelinquas me, donec annuntiem brachium tuum generationi omni quæ ventura est, potentiam tuam,
18 E tu fino alla vecchiezza, fino all'età avanzata, o Dio, non mi abbandonare, Fino a tanto, che io a tutta la generazione, che verrà, annunzi la tua fortezza,
19 et justitiam tuam, Deus, usque in altissima ; quæ fecisti magnalia, Deus : quis similis tibi ?
19 E la potenza tua, e la tua giustizia, che va fino agli altissimi cieli, e le magnifiche cose fatte da te. Chi, o Dio, è simile a te?
20 Quantas ostendisti mihi tribulationes multas et malas ! et conversus vivificasti me, et de abyssis terræ iterum reduxisti me.
20 Quante facesti provare a me tribolazioni molte, ed acerbe! e di nuovo mi ravvivasti, e dagli abissi della terra di bel nuovo mi ritornasti:
21 Multiplicasti magnificentiam tuam ; et conversus consolatus es me.
21 Tu desti in molti modi a conoscer la tua magnificenza, e di bel nuovo mi consolasti.
22 Nam et ego confitebor tibi in vasis psalmi veritatem tuam, Deus ; psallam tibi in cithara, sanctus Israël.
22 Imperocché io pure al suono de' musicali strumenti darò laude a te per la tua verità: te io canterò sulla cetra, o Santo d'Israele.
23 Exsultabunt labia mea cum cantavero tibi ; et anima mea quam redemisti.
23 Esulteranno le mie labbra, e l'anima mia redenta da te quando io canterò le tue lodi.
24 Sed et lingua mea tota die meditabitur justitiam tuam, cum confusi et reveriti fuerint qui quærunt mala mihi.
24 Ed ancor la mia lingua tutto di parlerà della tua giustizia, allorché confusi, e svergognati rimarranno quelli, che amano il mio male.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 71 o salmo 70?
Questo salmo porta il numero 71 nelle Bibbie moderne, che seguono l'ebraico, e il numero 70 nella Vulgata, nel Breviario e nel Messale, che uniscono in un solo salmo i salmi 9 e 10. È lo stesso testo; per questo nei libri liturgici italiani si legge spesso “Sal 70 (71)”. La tavola completa è nella pagina dei Salmi.
Due confusioni sono frequenti. La prima riguarda il numero 70: il salmo 70 delle Bibbie moderne è il breve Deus, in adjutorium meum intende, «Muoviti, o Dio, in mio soccorso», salmo 69 della Vulgata, che nel Breviario precede proprio il nostro: lo trovate alla pagina del salmo 70 (Vulgata 69). La seconda riguarda le prime parole: l'In te, Domine, speravi è anche l'inizio del salmo 31 (Vulgata 30), e i primi tre versetti del nostro salmo ne riprendono quasi alla lettera l'apertura. Sono però due salmi distinti: quello delle parole di Gesù in croce è il 30 della Vulgata.
Che cosa significa il salmo 71?
Il titolo latino, Psalmus David, filiorum Jonadab, et priorum captivorum, non si trova nell'ebraico, che non ha titolo; il Martini lo rende «Salmo di David. De' figliuoli di Jonadab, e de' primi prigionieri» (v. 1). I figli di Jonadab sono i Recabiti, la famiglia fedele che il profeta Geremia porta ad esempio: Dio promette che «Non mancherà della stirpe di Jonadab figliuolo di Rechab chi stia dinanzi a me per tutti i tempi» (Geremia 35, 19). I «primi prigionieri» sono quelli della deportazione a Babilonia. Il titolo suggerisce dunque che la preghiera di Davide fu cantata più tardi dai fedeli nell'esilio; il senso preciso resta incerto.
La fiducia di tutta una vita (v. 1-8). Il salmo comincia come un atto di speranza: «In te, o Signore, ho posta la mia speranza: non sia io confuso in eterno» (v. 1). Poi lo sguardo risale all'inizio: «Signore, tu mia speranza fin dalla mia gioventù» (v. 5); e ancora più indietro: «Sopra di te io posai nell'uscire dall'utero: dal seno della madre mia tu se' mio protettore» (v. 6). Chi prega ha conosciuto Dio prima ancora di conoscere se stesso. Per molti è diventato «come un portento», un uomo provato fino a far meraviglia, «ma un forte difensore se' tu» (v. 7).
La vecchiaia e i nemici (v. 9-13). Viene allora la domanda che dà al salmo il suo volto: «Non rigettarmi nel tempo della vecchiezza: non abbandonarmi quando verrà meno la mia fortezza» (v. 9). I nemici credono il vecchio finito: «Iddio lo ha abbandonato, tenetegli dietro, ed afferratelo, dapoichè non v'ha chi lo scampi» (v. 11). La risposta è una supplica breve: «Non ti dilungare, o Dio, da me: Dio mio, volgiti ad aiutarmi» (v. 12).
La lode che non finisce (v. 14-19). «Ma io sempre spererò, e laudi aggiungerò a tutte le laudi tue» (v. 14). Il vecchio non chiede di vivere per sé, ma per trasmettere: «Tu, o Dio, fosti mio maestro fin dalla mia giovinezza, e io annunzierò le meraviglie fatte da te fino a quest'ora» (v. 17); e «fino alla vecchiezza […] non mi abbandonare, Fino a tanto, che io a tutta la generazione, che verrà, annunzi la tua fortezza» (v. 18). Al versetto 16 il latino dice quoniam non cognovi litteraturam, che il Martini rende «Perché io non ho cognizione di lettere»: la salvezza non viene dalla scienza dell'uomo, ma dalla potenza di Dio.
Dagli abissi alla cetra (v. 20-24). Lo sguardo si volge al passato: «Quante facesti provare a me tribolazioni molte, ed acerbe! e di nuovo mi ravvivasti, e dagli abissi della terra di bel nuovo mi ritornasti» (v. 20). Il salmo finisce in musica: «te io canterò sulla cetra, o Santo d'Israele» (v. 22), e «l'anima mia redenta da te» esulterà (v. 23).
La lettura dei Padri: la vecchiaia della Chiesa
Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, fa di questo salmo la preghiera della Chiesa intera, che è cominciata con Cristo e attraversa i secoli fino alla sua vecchiaia, la fine del mondo. Si ferma sul versetto della «cognizione di lettere», ricordando che altri codici leggevano negotiationem, il commercio: nei due casi vi trova la stessa lezione di umiltà, perché chi confida nella propria scienza o nei propri affari non entra «nella possanza del Signore».
La tradizione vi ha sentito anche Cristo. Il versetto 11, «Iddio lo ha abbandonato», annuncia gli scherni del Calvario, e il versetto 20 la Risurrezione: colui che Dio ha lasciato scendere negli abissi, egli lo ha ricondotto. Il versetto 6, «dal seno della madre mia», richiama il salmo 22 (Vulgata 21), Deus, Deus meus, dove il Giusto crocifisso dice: «dal sen della madre tu se' il mio Dio» (salmo 21, 11).
Il salmo 71 nella liturgia del 1962
La Compieta del giovedì. Nel Breviario romano del 1962 il salmo 70 si canta, diviso in due parti, alla Compieta del giovedì, subito dopo il salmo 69, Deus, in adjutorium; l'antifona viene da quest'ultimo: Adjutor meus et liberator meus esto, Domine. La Chiesa lo mette all'ora in cui il giorno finisce, come un'immagine della vita che volge al termine. Potete pregare quest'Ora nel breviario e leggerne la storia nella guida alla Compieta.
Il Giovedì santo. Al Mattutino del Giovedì santo, nell'Ufficio delle Tenebre, è il terzo salmo del primo notturno, con l'antifona Deus meus, eripe me de manu peccatoris, dal versetto 4: è la voce di Cristo consegnato nelle mani dei peccatori.
Nel Messale. L'introito del venerdì delle Quattro Tempora di Pentecoste è Repleatur os meum laude tua, dai versetti 8 e 23, con il versetto 1 come versetto salmico. Il communio della sedicesima domenica dopo Pentecoste e del giovedì della quarta settimana di Quaresima è Domine, memorabor justitiæ tuæ solius: Deus, docuisti me a juventute mea. Il versetto 1 ritorna nel graduale dell'ottava domenica dopo Pentecoste. I santi giovani lo ricevono come loro canto: il graduale di san Luigi Gonzaga, il 21 giugno, prende i versetti 5 e 6, Domine, spes mea a juventute mea, e quello di santa Teresa di Gesù Bambino, il 3 ottobre, il versetto 5.
Come pregare il salmo 71
- Nella vecchiaia. È il salmo degli anziani: ringrazia dei doni di tutta una vita, chiede di non essere abbandonati quando le forze vengono meno, e fa del tempo che resta un tempo di testimonianza.
- Per i nonni e i genitori anziani. I figli possono pregarlo per loro, soprattutto nella malattia.
- Nella prova lunga. I versetti 20 e 21 ricordano che Dio ha già rialzato chi prega, e lo farà ancora.
- Per prepararsi alla morte. Unito alla preghiera della buona morte, consegna a Dio l'ultima stagione della vita.
- La sera, come a Compieta il giovedì.
Domande Frequenti
Perché il salmo 71 si chiama anche salmo 70?
Perché la Vulgata e la Settanta, seguite dalla liturgia cattolica, uniscono in un solo salmo i salmi 9 e 10 dell'ebraico. Il salmo 71 delle Bibbie moderne è dunque il salmo 70 della Vulgata. Il salmo 70 delle Bibbie moderne è invece il Deus, in adjutorium, 69 della Vulgata.
Qual è il versetto della vecchiaia nel salmo 71?
Il versetto 9: «Non rigettarmi nel tempo della vecchiezza: non abbandonarmi quando verrà meno la mia fortezza». Il versetto 18 lo riprende: «fino alla vecchiezza, fino all'età avanzata, o Dio, non mi abbandonare».
Chi ha scritto il salmo 71?
Il testo ebraico non ha titolo. La Vulgata lo attribuisce a Davide e aggiunge il ricordo dei figli di Jonadab e dei primi deportati, come se il salmo fosse stato cantato da loro. La tradizione lo accoglie come salmo di Davide, ispirato dallo Spirito Santo.
Il salmo 71 è lo stesso del salmo 31?
No, ma cominciano allo stesso modo. Il salmo 31 delle Bibbie moderne (30 della Vulgata) e il salmo 71 (70 della Vulgata) si aprono entrambi con In te, Domine, speravi, e i loro primi versetti sono quasi identici. Il seguito è diverso: il nostro salmo è la preghiera della vecchiaia.
Quando si prega il salmo 71 nella liturgia?
Nel Breviario del 1962 ogni giovedì sera a Compieta e al Mattutino del Giovedì santo. Nel Messale ne vengono l'introito del venerdì di Pentecoste e il communio della sedicesima domenica dopo Pentecoste.
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