La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 31 (Vulgata 30): In te, Domine, speravi, nelle tue mani affido il mio spirito
Il salmo 31 delle Bibbie moderne è il salmo 30 della Vulgata, l'*In te, Domine, speravi*: la preghiera del giusto nella prova, da cui Gesù prese le sue ultime parole sulla Croce, «Nelle mani tue raccomando il mio spirito». Qui sotto trovate il testo completo del Martini con il latino a fronte; la guida ne spiega il significato, il versetto 6, il suo posto nella Passione, l'uso nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 30 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 29.
1 In finem. Psalmus David, pro extasi.
1 Per la fine, salmo di David per la estasi.
2 In te, Domine, speravi ; non confundar in æternum : in justitia tua libera me.
2 In te ho posta, o Signore, la mia speranza, non resti io confuso giammai: salvami tu, che se' giusto.
3 Inclina ad me aurem tuam ; accelera ut eruas me. Esto mihi in Deum protectorem, et in domum refugii, ut salvum me facias :
3 Piega le tue orecchie verso di me: affrettati a liberarmi. Sii tu a me Dio protettore, e casa di asilo per farmi salvo.
4 quoniam fortitudo mea et refugium meum es tu ; et propter nomen tuum deduces me et enutries me.
4 Imperocché mia fortezza, e mio rifugio se' tu; e pel nome tuo sarai mia guida, e mi darai il sostentamento.
5 Educes me de laqueo hoc quem absconderunt mihi, quoniam tu es protector meus.
5 Mi trarrai fuora da quel laccio, che mi han teso occultamente, perché tu se' mio protettore.
6 In manus tuas commendo spiritum meum ; redemisti me, Domine Deus veritatis.
6 Nelle mani tue raccomando il mio spirito: tu mi hai redento, o Signore Dio di verità.
7 Odisti observantes vanitates supervacue ; ego autem in Domino speravi.
7 Tu hai in odio coloro, che senza prò vanno dietro alle vanità. Ma io sperai nel Signore:
8 Exsultabo, et lætabor in misericordia tua, quoniam respexisti humilitatem meam ; salvasti de necessitatibus animam meam.
8 Esulterò, e mi rallegrerò nella tua misericordia. Perocché tu gettasti lo sguardo sopra la mia abbiezione, salvasti dalle angustie l'anima mia.
9 Nec conclusisti me in manibus inimici : statuisti in loco spatioso pedes meos.
9 Né mi chiudesti tralle mani dell'inimico: apristi spazioso campo a' miei piedi.
10 Miserere mei, Domine, quoniam tribulor ; conturbatus est in ira oculus meus, anima mea, et venter meus.
10 Abbi misericordia di me, o Signore, perché io sono afflitto: per l'indignazione è turbato il mio occhio, il mio spirito, e le mie viscere:
11 Quoniam defecit in dolore vita mea, et anni mei in gemitibus. Infirmata est in paupertate virtus mea, et ossa mea conturbata sunt.
11 Perché nel dolore si va consumando la vita mia, e ne' gemiti gli anni miei. Si è infiacchita nella miseria la mia fortezza, e le ossa mie sono in tumulto.
12 Super omnes inimicos meos factus sum opprobrium, et vicinis meis valde, et timor notis meis ; qui videbant me foras fugerunt a me.
12 Presso tutti i miei nemici son divenuto argomento d'obbrobrio, e massime pe' miei vicini, e argomento di timore pe' miei familiari. Quelli, che mi vedevano fuggivan lungi da me:
13 Oblivioni datus sum, tamquam mortuus a corde ; factus sum tamquam vas perditum :
13 Si scordaron di me in cuor loro, come d'un morto. Fui stimato qual vaso rotto:
14 quoniam audivi vituperationem multorum commorantium in circuitu. In eo dum convenirent simul adversum me, accipere animam meam consiliati sunt.
14 Perocché io udiva i rimproveri di molti, che mi stavano intorno. Quando si raunarono contro di me, consultarono di por le mani sulla mia vita.
15 Ego autem in te speravi, Domine ; dixi : Deus meus es tu ;
15 Io però in te sperai, o Signore; io dissi: tu se' il mio Dio;
16 in manibus tuis sortes meæ : eripe me de manu inimicorum meorum, et a persequentibus me.
16 Nelle mani tue la mia sorte. Strappami dalle mani de' miei nemici, e di coloro, che mi perseguitano.
17 Illustra faciem tuam super servum tuum ; salvum me fac in misericordia tua.
17 Splenda il chiarore della tua faccia sopra il tuo servo: salvami nella tua misericordia:
18 Domine, non confundar, quoniam invocavi te. Erubescant impii, et deducantur in infernum ;
18 Ch'io non sia confuso, o Signore, perocché ti ho invocato. Siano svergognati gli empj, e condotti all'inferno:
19 muta fiant labia dolosa, quæ loquuntur adversus justum iniquitatem, in superbia, et in abusione.
19 Ammutoliscano le labbra ingannatrici: Le quali perversamente parlano contro del giusto per superbia, e disprezzo.
20 Quam magna multitudo dulcedinis tuæ, Domine, quam abscondisti timentibus te ; perfecisti eis qui sperant in te in conspectu filiorum hominum !
20 Quanto è grande, o Signore, la molteplice bontà, che tu ascosa serbi per color, che ti temono! E la hai tu dimostrata perfettamente a vista de' figliuoli degli uomini con quelli, che sperano in te.
21 Abscondes eos in abscondito faciei tuæ a conturbatione hominum ; proteges eos in tabernaculo tuo, a contradictione linguarum.
21 Li nasconderai nel segreto della tua faccia dai turbamenti degli uomini. Li porrai in sicuro nel tuo tabernacolo dalla contraddizione delle lingue.
22 Benedictus Dominus, quoniam mirificavit misericordiam suam mihi in civitate munita.
22 Benedetto il Signore, perché la sua misericordia mostrò a me mirabilmente nella forte città.
23 Ego autem dixi in excessu mentis meæ : Projectus sum a facie oculorum tuorum : ideo exaudisti vocem orationis meæ, dum clamarem ad te.
23 Ma nella costernazione dell'animo mio io dissi: Sono stato rigettato dalla vista degli occhi tuoi. Per questo tu esaudisti la mia orazione, mentre io alzava a te le mie grida.
24 Diligite Dominum, omnes sancti ejus, quoniam veritatem requiret Dominus, et retribuet abundanter facientibus superbiam.
24 Santi del Signore, voi tutti amatelo; perché il Signore sarà fautore della verità, e renderà misura colma a coloro, che operano con superbia.
25 Viriliter agite, et confortetur cor vestrum, omnes qui speratis in Domino.
25 Operate virilmente, e si fortifichi il cuor vostro, o voi tutti, che nel Signore avete posta speranza.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 31 o salmo 30?
È un solo salmo sotto due numeri. Le Bibbie moderne, compresa la CEI, seguono l'ebraico e lo chiamano salmo 31; la Vulgata, la Settanta e i libri liturgici della Chiesa lo contano come salmo 30, perché uniscono in un solo salmo i salmi 9 e 10 dell'ebraico. I versetti, invece, si corrispondono: il titolo forma il versetto 1 in tutte e due le Bibbie, e il celebre versetto 6 è il 6 dovunque. La tavola completa è nella pagina dei Salmi.
Attenzione alla confusione inversa:
- salmo 31 (ebraico) = salmo 30 (Vulgata): In te, Domine, speravi, in questa pagina;
- salmo 30 (ebraico) = salmo 29 (Vulgata): l'Exaltabo te, Domine, il ringraziamento per la guarigione;
- salmo 31 della Vulgata = salmo 32 (ebraico): il Beati quorum remissæ sunt, secondo dei salmi penitenziali.
Che cosa significa il salmo 31?
Il titolo è «Per la fine, salmo di David per la estasi» (v. 1). La parola extasis sembra richiamare il versetto 23, dove il salmista confessa un momento di smarrimento, in excessu mentis meæ. È la preghiera di un giusto accerchiato da ogni parte, calunniato, abbandonato dai suoi, minacciato di morte, che non smette di confidare in Dio. Più che un ragionamento, è un'altalena: la fiducia, la paura, di nuovo la fiducia, fino alla lode.
La fiducia del principio (v. 2-6). La prima parola è un atto di speranza: «In te ho posta, o Signore, la mia speranza, non resti io confuso giammai: salvami tu, che se' giusto». Il giusto chiede a Dio di essere per lui un riparo: «Sii tu a me Dio protettore, e casa di asilo per farmi salvo» (v. 3); di liberarlo dalla trappola nascosta: «Mi trarrai fuora da quel laccio, che mi han teso occultamente» (v. 5). Poi viene il versetto che ha reso il salmo immortale: «Nelle mani tue raccomando il mio spirito: tu mi hai redento, o Signore Dio di verità» (v. 6).
Un primo ringraziamento (v. 7-9). «Esulterò, e mi rallegrerò nella tua misericordia» (v. 8): Dio ha guardato alla sua miseria e non lo ha chiuso nelle mani del nemico, anzi «apristi spazioso campo a' miei piedi» (v. 9). Dopo il laccio, lo spazio aperto.
Il lamento (v. 10-14). Ma l'angoscia ritorna con più forza: «Abbi misericordia di me, o Signore, perché io sono afflitto». Il corpo stesso cede: «Perché nel dolore si va consumando la vita mia, e ne' gemiti gli anni miei» (v. 11). Il giusto è diventato un obbrobrio per i vicini; «Quelli, che mi vedevano fuggivan lungi da me» (v. 12). L'immagine è tra le più dolorose del Salterio: «Si scordaron di me in cuor loro, come d'un morto. Fui stimato qual vaso rotto» (v. 13). E intanto i nemici «consultarono di por le mani sulla mia vita» (v. 14).
«Nelle mani tue la mia sorte» (v. 15-19). Proprio al fondo, la fiducia risale: «Io però in te sperai, o Signore; io dissi: tu se' il mio Dio». Il versetto 16 è il cuore di questa seconda parte: «Nelle mani tue la mia sorte» (v. 16); il latino dice in manibus tuis sortes meæ, le mie sorti, cioè tutti i tempi e gli eventi della vita. Il giusto chiede una sola cosa: «Splenda il chiarore della tua faccia sopra il tuo servo: salvami nella tua misericordia» (v. 17).
La dolcezza nascosta (v. 20-25). Il salmo termina nella lode: «Quanto è grande, o Signore, la molteplice bontà, che tu ascosa serbi per color, che ti temono!». Il latino parla di multitudo dulcedinis, l'abbondanza della dolcezza di Dio. Egli nasconde i suoi «nel segreto della tua faccia dai turbamenti degli uomini» (v. 21). Il salmista confessa anche il suo momento di debolezza: «Ma nella costernazione dell'animo mio io dissi: Sono stato rigettato dalla vista degli occhi tuoi» (v. 23), eppure Dio lo ha esaudito. L'ultimo versetto si rivolge a tutti: «Operate virilmente, e si fortifichi il cuor vostro, o voi tutti, che nel Signore avete posta speranza» (v. 25).
Salmo 31, 6: le ultime parole di Gesù
San Luca racconta che, al momento di morire, Gesù gridò a gran voce: «Padre, nelle mani tue raccomando il mio spirito. E in ciò dicendo, spirò» (Luca 23, 46). Il Signore ha fatto sua la riga del salmo, aggiungendovi il nome di Padre. Il primo grido della Croce veniva dal salmo 22 (Vulgata 21), Deus, Deus meus, «perché mi hai tu abbandonato?»; l'ultimo viene da questo salmo. Tra l'uno e l'altro passa tutta la Passione: l'abbandono sentito fino in fondo, e l'abbandono fiducioso nelle mani del Padre.
Il primo martire ha pregato allo stesso modo. Santo Stefano, sotto le pietre, «orava, e diceva: Signore Gesù, ricevi il mio spirito» (Atti degli Apostoli, capitolo 7). Il cristiano rivolge a Cristo la preghiera che Cristo ha rivolto al Padre.
Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, ascolta in tutto il salmo la voce di Cristo e del suo Corpo: il giusto calunniato, dimenticato come un morto, stimato un vaso rotto, è il Salvatore nella sua Passione, e poi la Chiesa perseguitata di ogni tempo.
Il salmo 31, preghiera nella prova
Molti cercano questo salmo come “preghiera nella prova”, ed è giusto: pochi testi descrivono con tanta verità la prova del giusto. C'è la malattia che consuma («le ossa mie sono in tumulto»), la solitudine degli amici che fuggono, la calunnia, il sentirsi dimenticati, perfino il pensiero di essere stati respinti da Dio. Il salmo non nasconde nulla di tutto questo.
Ma insegna anche come attraversarlo. Non con la rassegnazione, né con la rivolta, ma con un atto di fiducia ripetuto più volte, quasi contro l'evidenza: «Io però in te sperai». La parola autem, «però», ritorna come un perno: tutto sembra perduto, ego autem, io però. E chiude con un invito alla fortezza, viriliter agite: la speranza cristiana non è passività, ma coraggio.
Il salmo 31 nella liturgia del 1962
Sesta del lunedì. Nel Breviario romano del 1962, che segue il salterio settimanale di san Pio X (1911), il salmo 30 si recita a Sesta del lunedì, diviso in tre sezioni (versetti 2-9, 10-19, 20-25), sotto l'antifona In tua justitia libera me, Domine. Potete pregarlo alla sua ora nel breviario del giorno.
Compieta. Il versetto 6 forma ogni sera il responsorio breve di Compieta: In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum, con il versetto Redemisti nos, Domine, Deus veritatis. Prima del sonno, immagine della morte, il cristiano consegna il suo spirito a Dio con le parole stesse di Cristo morente. Prima della riforma di san Pio X, i primi versetti del salmo (2-6) si recitavano anzi ogni sera a Compieta, tra il Cum invocarem e il Qui habitat.
Il Te Deum. Il primo versetto del salmo è anche l'ultima parola del Te Deum: In te, Domine, speravi: non confundar in æternum. Il grande inno di ringraziamento della Chiesa si chiude con un atto di speranza preso dal salmo 30.
I Sette Dolori. Al Mattutino della festa dei Sette Dolori della Beata Vergine, il 15 settembre, il salmo è cantato nel primo notturno con l'antifona del versetto 11, Defecit in dolore vita mea, et anni mei in gemitibus: la Chiesa lo pone sulle labbra dell'Addolorata.
Nel Messale. È uno dei salmi più usati. L'introito della domenica di Quinquagesima, alla soglia della Quaresima, viene dai versetti 3 e 4, Esto mihi in Deum protectorem, et in locum refugii; il communio della Settuagesima dai versetti 17 e 18, Illumina faciem tuam super servum tuum. Dopo Pentecoste, l'alleluia della sesta domenica canta In te, Domine, speravi, il communio della settima Inclina aurem tuam, accelera, ut eripias me, il graduale dell'ottava di nuovo Esto mihi in Deum protectorem, l'offertorio della tredicesima In te speravi, Domine: dixi: Tu es Deus meus, in manibus tuis tempora mea. Il venerdì e il sabato della settimana di Passione l'introito è il versetto 10: Miserere mihi, Domine, quoniam tribulor.
Come pregare il salmo 31
La sera. È l'uso che la Chiesa ha consacrato. Il versetto 6 si dice coricandosi, come a Compieta, consegnando a Dio la notte, il sonno e la vita. Accompagna bene il salmo 91 (Vulgata 90), Qui habitat, che si canta a Compieta della domenica, e la preghiera della sera.
Al capezzale di un morente. Il versetto 6 è la preghiera dell'agonia: si può dire con il malato, o per lui se non può più parlare, come parte della preghiera della buona morte. Conviene anche alla preghiera per i defunti, affidando l'anima del defunto al «Dio di verità» che l'ha redenta.
Nella calunnia e nell'abbandono. Quando si è dimenticati «come d'un morto», respinti dai propri, i versetti 15 e 16 danno le parole della fiducia: «Nelle mani tue la mia sorte».
Il Venerdì santo. Meditato davanti al Crocifisso, il salmo fa entrare nell'ultima ora di Gesù; si unisce bene alla preghiera del Venerdì santo.
Con il salmo 71. Il salmo 71 (Vulgata 70) comincia con le stesse parole, «In te, o Signore, ho posta la mia speranza: non sia io confuso in eterno», e la Chiesa lo recita a Compieta del giovedì. I due si pregano insieme come un'unica professione di speranza.
Lo si conclude con il Gloria Patri, come all'Ufficio.
Domande Frequenti
Perché il salmo 31 si chiama anche salmo 30?
Perché la Vulgata e la Settanta, seguite dalla liturgia cattolica, uniscono in un solo salmo i salmi 9 e 10 dell'ebraico. Il salmo 31 delle Bibbie moderne è dunque il salmo 30 della Vulgata, l'In te, Domine, speravi, con la stessa numerazione dei versetti.
Che cosa significa “Nelle tue mani affido il mio spirito”?
È il versetto 6 del salmo, che il Martini traduce: «Nelle mani tue raccomando il mio spirito: tu mi hai redento, o Signore Dio di verità». Nostro Signore lo ha pronunciato morendo sulla Croce, secondo san Luca. Pregarlo significa consegnare la propria vita, la propria notte e la propria morte nelle mani del Padre, sull'esempio di Cristo.
Che cosa dice il salmo 31, versetto 16?
Nel Martini: «Nelle mani tue la mia sorte. Strappami dalle mani de' miei nemici, e di coloro, che mi perseguitano». È l'atto di fiducia del giusto nel colmo della prova: non chiede di capire, rimette a Dio il suo avvenire.
Il salmo 31 è una preghiera nella prova?
Sì, è uno dei salmi che meglio la esprimono: malattia, solitudine, calunnia, paura di essere respinti da Dio. A ogni assalto il salmista risponde con un atto di speranza, «Io però in te sperai», e conclude con l'invito al coraggio: «Operate virilmente».
Chi ha scritto il salmo 31?
Il titolo lo attribuisce a Davide: «salmo di David per la estasi». La tradizione lo riceve come la preghiera del re perseguitato, ispirata dallo Spirito Santo; i Padri vi ascoltano la voce di Cristo nella sua Passione.
Quando la Chiesa prega il salmo 31?
Nel Breviario romano del 1962 si recita a Sesta del lunedì. Il suo versetto 6 forma ogni sera il responsorio breve di Compieta, In manus tuas, e il suo primo versetto chiude il Te Deum.
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