La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 132 (Vulgata 131): Memento, Domine, David, l'arca e la promessa
Il salmo 132 delle Bibbie moderne è il salmo 131 della Vulgata, il *Memento, Domine, David*: il ricordo del giuramento di Davide, che volle un luogo per l'arca, e del giuramento di Dio, che gli promise un figlio sul suo trono. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, il compimento in Cristo, l'uso nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 131 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 130.
1 Canticum graduum. Memento, Domine, David, et omnis mansuetudinis ejus :
1 Cantico de' gradi. Ricordati, o Signore, di Davidde, e di tutta la sua mansuetudine,
2 sicut juravit Domino ; votum vovit Deo Jacob :
2 E del come ei giurò al Signore, e del come fè voto al Dio di Giacobbe,
3 Si introiero in tabernaculum domus meæ ; si ascendero in lectum strati mei ;
3 (Dicendo): Se io entrerò al coperto nella mia casa, se io salirò al mio letto per riposare.
4 si dedero somnum oculis meis, et palpebris meis dormitationem,
4 Se darò sonno a' miei occhi, e quiete alle mie pupille,
5 et requiem temporibus meis, donec inveniam locum Domino, tabernaculum Deo Jacob.
5 E requie alle mie tempia fino a tanto che io trovi un luogo al Signore, un tabernacolo al Dio di Giacobbe.
6 Ecce audivimus eam in Ephrata ; invenimus eam in campis silvæ.
6 Ecco che noi udimmo come (sua sede) era in Ephrata: la trovammo nei campi selvosi.
7 Introibimus in tabernaculum ejus ; adorabimus in loco ubi steterunt pedes ejus.
7 Entreremo nel suo tabernacolo: lo adoreremo nel luogo dove i suoi piedi si posarono.
8 Surge, Domine, in requiem tuam, tu et arca sanctificationis tuæ.
8 Su via, o Signore, vieni nella tua requie: tu, e l'arca di tua santità.
9 Sacerdotes tui induantur justitiam, et sancti tui exsultent.
9 I tuoi sacerdoti si rivestano di giustizia, ed esultino i tuoi santi.
10 Propter David servum tuum non avertas faciem christi tui.
10 Per amor di Davidde tuo servo non allontanare la presenza del tuo Cristo.
11 Juravit Dominus David veritatem, et non frustrabitur eam : De fructu ventris tui ponam super sedem tuam.
11 Il Signore ha fatto promessa giurata, e verace a Davidde, e non la renderà vana; la tua prole porrò io sul tuo trono.
12 Si custodierint filii tui testamentum meum, et testimonia mea hæc quæ docebo eos, et filii eorum usque in sæculum sedebunt super sedem tuam.
12 Se i tuoi figliuoli saran fedeli al mio testamento, e ai precetti, che io ad essi insegnerò: I loro figliuoli ancora in perpetuo sederanno sopra il tuo trono.
13 Quoniam elegit Dominus Sion : elegit eam in habitationem sibi.
13 Perché il Signore si è eletta Sionne: se la è eletta per sua abitazione, (dicendo):
14 Hæc requies mea in sæculum sæculi ; hic habitabo, quoniam elegi eam.
14 Questa è la mia requie pe' secoli: qui io abiterò, perchè me la sono eletta.
15 Viduam ejus benedicens benedicam ; pauperes ejus saturabo panibus.
15 La sua vedova benedirò largamente: satollerò di pane i suoi poveri.
16 Sacerdotes ejus induam salutari, et sancti ejus exsultatione exsultabunt.
16 I suoi sacerdoti rivestirò di santità, ed esulteranno grandemente i suoi servi.
17 Illuc producam cornu David ; paravi lucernam christo meo.
17 Ivi farò, che a Davidde spunti regal possanza: ho preparata al mio Cristo una lampana.
18 Inimicos ejus induam confusione ; super ipsum autem efflorebit sanctificatio mea.
18 I nemici di lui coprirò di confusione: ma in lui fiorirà la mia santità.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 132 o salmo 131?
Le Bibbie moderne seguono la numerazione ebraica e chiamano questo salmo salmo 132; la Vulgata e la liturgia latina, che riuniscono i salmi 9 e 10 dell'ebraico, lo numerano salmo 131. Il testo è lo stesso, e i versetti hanno gli stessi numeri. La tavola completa è nella pagina dei Salmi.
Lo stesso numero, nell'altra numerazione, indica un salmo diverso:
- salmo 132 (ebraico) = salmo 131 (Vulgata): il Memento, Domine, David, presentato in questa pagina;
- salmo 133 (ebraico) = salmo 132 (Vulgata): l'Ecce quam bonum, sulla gioia dei fratelli che vivono insieme, che apre i Vespri del giovedì;
- salmo 131 (ebraico) = salmo 130 (Vulgata): il brevissimo Domine, non est exaltatum cor meum, che lo precede.
Che cosa significa il salmo 132?
È il più lungo dei quindici cantici dei gradi (salmi 119-133 della Vulgata), i canti dei pellegrini che salivano al Tempio. Il titolo dice soltanto «Cantico de' gradi». Due giuramenti si rispondono: quello di Davide, poi quello di Dio.
Il giuramento di Davide (v. 1-5)
«Ricordati, o Signore, di Davidde, e di tutta la sua mansuetudine» (v. 1). Il salmista ricorda il voto del re: non entrare nella sua casa, non dare «sonno a' miei occhi» (v. 4), «fino a tanto che io trovi un luogo al Signore, un tabernacolo al Dio di Giacobbe» (v. 5). Davide, che abitava in una casa di cedro, non sopportava che l'arca restasse sotto una tenda: «Osservi tu, come io abito in una casa di cedro, e l'arca di Dio è collocata sotto le pelli?», dice al profeta Natan nel secondo libro dei Re (2 Samuele), capitolo 7.
L'arca portata in Sion (v. 6-10)
«Ecco che noi udimmo come (sua sede) era in Ephrata: la trovammo nei campi selvosi» (v. 6). Dopo il suo ritorno dal paese dei Filistei l'arca era rimasta a Cariatiarim, la “città delle foreste”, come racconta il primo libro dei Re (1 Samuele), capitolo 7. La si riporta cantando: «Su via, o Signore, vieni nella tua requie: tu, e l'arca di tua santità» (v. 8). Salomone riprenderà queste parole alla dedicazione del Tempio: «levati, e vieni alla tua requie, tu, e l'arca di tua possanza» (2 Paralipomeni 6, 41). Il versetto 10 supplica Dio di non allontanare «la presenza del tuo Cristo», cioè del re che ha ricevuto l'unzione.
Il giuramento di Dio (v. 11-18)
«Il Signore ha fatto promessa giurata, e verace a Davidde, e non la renderà vana; la tua prole porrò io sul tuo trono» (v. 11). In latino: De fructu ventris tui ponam super sedem tuam, letteralmente “del frutto del tuo seno”. Dio sceglie Sion per sempre: «Questa è la mia requie pe' secoli: qui io abiterò» (v. 14). Promette di benedire i poveri e di rivestire i sacerdoti di santità, e annuncia: «ho preparata al mio Cristo una lampana» (v. 17).
La promessa compiuta in Cristo
San Pietro, il giorno di Pentecoste, applica il versetto 11 alla risurrezione di Gesù: Davide, «essendo egli adunque profeta, e sapendo, che Dio promesso avevagli con giuramento, che uno della sua stirpe doveva sedere sopra il suo trono», ha parlato della risurrezione del Cristo (Atti 2, 30). L'angelo lo aveva annunciato a Maria: «a lui darà il Signore Iddio la sede di Davidde suo padre» (Luca 1, 32). Il “frutto del seno” del latino risuona nel saluto di Elisabetta, benedictus fructus ventris tui.
Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, vede nella lampada preparata per il Cristo san Giovanni Battista, di cui il Signore disse: «Quegli era lampana ardente, e luminosa» (Giovanni 5, 35). La tradizione ha visto inoltre nell'«arca di tua santità» la santa umanità di Cristo e la Vergine Maria, che le litanie lauretane invocano come Fœderis arca, arca dell'alleanza.
Lo si legge insieme al salmo 89 (Vulgata 88), Misericordias Domini, che canta lo stesso giuramento fatto a Davide, e al salmo 110 (Vulgata 109), Dixit Dominus, sul re sacerdote seduto alla destra di Dio.
Il salmo 132 nella liturgia del 1962
Vespri del mercoledì. Nel Breviario romano del 1962 il salmo 131 è il quinto e ultimo dei Vespri del mercoledì, dopo il salmo 130, con l'antifona tratta dal versetto 13: Elegit Dominus Sion in habitationem sibi. L'Ufficio si prega nel breviario del giorno; sull'Ora della sera vedete la nostra guida ai Vespri.
Natale. Il salmo chiude i secondi Vespri di Natale, sotto l'antifona De fructu ventris tui ponam super sedem tuam: nel giorno in cui il Figlio di Davide nasce dalla Vergine, la Chiesa canta la promessa mantenuta.
Nel Messale. Il primo versetto, Memento, Domine, David, et omnis mansuetudinis ejus, è il versetto salmico dell'introito Statuit del Comune di un martire pontefice. L'introito Sacerdotes tui del Comune di un confessore pontefice è tratto dai versetti 9 e 10, con lo stesso versetto 1, e il suo graduale canta i versetti 16 e 17: Sacerdotes ejus induam salutari.
Come pregare il salmo 132
- Per la Chiesa e i suoi pastori. Il versetto 9 chiede che i sacerdoti «si rivestano di giustizia», il versetto 16 promette di rivestirli «di santità»: lo si prega per il clero e per le vocazioni.
- Davanti al Santissimo Sacramento. Il versetto 7, «lo adoreremo nel luogo dove i suoi piedi si posarono», si addice alla visita in chiesa.
- A Natale, con l'antifona dei Vespri, contemplando nel Bambino il figlio promesso a Davide.
Lo si conclude con il Gloria Patri.
Domande Frequenti
Che cosa significa il salmo 132?
Ricorda lo zelo di Davide per l'arca del Signore e la promessa che Dio gli fece in cambio: un discendente sul suo trono per sempre. La Chiesa vi legge l'annuncio di Cristo, Figlio di Davide, e del suo regno che non avrà fine.
Che cosa vuol dire «la tua prole porrò io sul tuo trono»?
È il giuramento di Dio al versetto 11: un discendente di Davide regnerà per sempre. San Pietro lo applica a Cristo risorto, figlio di Davide secondo la carne.
Chi ha scritto il salmo 132?
Il titolo dice soltanto «Cantico de' gradi». Il salmo parla di Davide in terza persona; diversi commentatori lo collegano a Salomone, perché la sua preghiera per la dedicazione del Tempio riprende i versetti 8-10. L'attribuzione resta incerta.
Che cos'è la «lampana» preparata al Cristo?
È la promessa del versetto 17: una luce che non si spegnerà nella casa di Davide. Sant'Agostino vi vede san Giovanni Battista, la lampada che precede Cristo; altri vi leggono la discendenza stessa di Davide, che culmina nel Messia.
Il salmo 132 si canta a Natale?
Sì: nel Breviario del 1962 chiude i secondi Vespri di Natale, con l'antifona De fructu ventris tui, perché annuncia il figlio di Davide che siederà sul suo trono.
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