La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 149: Cantate Domino canticum novum, il canto nuovo dei santi
Il salmo 149, *Cantate Domino canticum novum*, è il penultimo del Salterio: il popolo di Dio canta un cantico nuovo al suo Creatore e al suo Re, con le lodi di Dio in bocca e la spada a due tagli in mano. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, la lettura dei Padri sulla spada, il posto alle Lodi del sabato e il modo di pregarlo.
1 Alleluja. Cantate Domino canticum novum ; laus ejus in ecclesia sanctorum.
1 Alleluia. Lodate Dio. Cantate al Signore un nuovo cantico: le laudi di lui (risuonino) nella Chiesa de' Santi.
2 Lætetur Israël in eo qui fecit eum, et filii Sion exsultent in rege suo.
2 Rallegrisi Israele in lui, che lo ha fatto, e i figliuoli di Sion esultino nel loro Re.
3 Laudent nomen ejus in choro ; in tympano et psalterio psallant ei.
3 Lodino il nome di lui con armonico canto: lo celebrino al suono del timpano, e del saltero:
4 Quia beneplacitum est Domino in populo suo, et exaltabit mansuetos in salutem.
4 Perché il Signore ha voluto bene al suo popolo, e i mansueti innalzerà a salute.
5 Exsultabunt sancti in gloria ; lætabuntur in cubilibus suis.
5 Esulteranno i Santi nella gloria: saranno lieti nelle loro mansioni.
6 Exaltationes Dei in gutture eorum, et gladii ancipites in manibus eorum :
6 Hanno nella lor bocca le laudi di Dio, e nelle lor mani spade a due tagli:
7 ad faciendam vindictam in nationibus, increpationes in populis ;
7 Per prender vendetta delle nazioni, e gastigare i popoli.
8 ad alligandos reges eorum in compedibus, et nobiles eorum in manicis ferreis ;
8 Per legare in ceppi i loro re, e i loro grandi a catene di ferro.
9 ut faciant in eis judicium conscriptum : gloria hæc est omnibus sanctis ejus. Alleluja.
9 Per fare sopra di essi il giudizio, che sta già scritto: questa gloria a tutti i Santi di lui appartiene. Lodate Dio.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 149: lo stesso numero in tutte le Bibbie
Il salmo 149 ha lo stesso numero nella Vulgata, nel Martini e nelle Bibbie moderne come la CEI. Le due numerazioni, sfasate dal salmo 9 in poi, tornano a coincidere dal salmo 148, perché la Vulgata divide in due il salmo 147 dell'ebraico. Chi cerca “salmo 149” trova dunque qui lo stesso salmo della sua Bibbia, in un'altra traduzione. Le altre corrispondenze sono nella pagina dei Salmi.
Non va confuso con gli altri salmi che cominciano allo stesso modo: il salmo 96 delle Bibbie moderne (Vulgata 95) e il salmo 98 (Vulgata 97) si aprono anch'essi con «Cantate al Signore».
Che cosa significa il salmo 149?
È il penultimo dei salmi dell'Alleluia che chiudono il Salterio, fra l'appello cosmico del salmo 148, Laudate Dominum de cælis, e l'alleluia finale del salmo 150. Dopo la lode di tutta la creazione, ecco quella propria del popolo di Dio, «la Chiesa de' Santi». Il Martini traduce l'Alleluia iniziale: «Alleluia. Lodate Dio» (v. 1).
Il cantico nuovo (v. 1-3)
«Cantate al Signore un nuovo cantico: le laudi di lui (risuonino) nella Chiesa de' Santi» (v. 1). La parola tra parentesi è un'aggiunta del Martini; il latino dice semplicemente laus ejus in ecclesia sanctorum. Il motivo della lode è doppio: Dio è il creatore del suo popolo e il suo re. «Rallegrisi Israele in lui, che lo ha fatto, e i figliuoli di Sion esultino nel loro Re» (v. 2). La gioia si fa musica: «Lodino il nome di lui con armonico canto: lo celebrino al suono del timpano, e del saltero» (v. 3). Dove il Martini scrive «armonico canto», il latino ha in choro, che si può intendere come coro o come danza.
Sant'Agostino ha dedicato al primo versetto un celebre sermone: solo l'uomo nuovo conosce il cantico nuovo. La novità del canto non viene da parole nuove, ma dalla carità che lo Spirito Santo diffonde nel cuore; il cantico nuovo è la vita nuova. L'Apocalisse mostra i redenti che davanti al trono «cantavano come un nuovo cantico», che nessun altro poteva imparare (Apocalisse 14, 3).
Dio si compiace del suo popolo (v. 4-5)
Il versetto 4 dice il fondamento di questa gioia: «Perché il Signore ha voluto bene al suo popolo, e i mansueti innalzerà a salute» (v. 4). Il latino è ancora più forte: beneplacitum est Domino in populo suo, il Signore trova la sua compiacenza nel suo popolo. Non è anzitutto il popolo che ama Dio; è Dio che trova in lui la sua gioia.
E quelli che innalza sono i miti, non i potenti, come insegnerà il Signore: «imparate da me, che son mansueto, e umile di cuore» (Matteo 11, 29). Allora «Esulteranno i Santi nella gloria: saranno lieti nelle loro mansioni» (v. 5). Il latino in cubilibus suis, sui loro letti, suggerisce che la lode continua perfino nel riposo della notte; i Padri vi hanno letto anche il riposo eterno dei santi.
Le spade a due tagli (v. 6-9)
La seconda parte sorprende: «Hanno nella lor bocca le laudi di Dio, e nelle lor mani spade a due tagli» (v. 6), «Per prender vendetta delle nazioni, e gastigare i popoli» (v. 7), «Per legare in ceppi i loro re, e i loro grandi a catene di ferro» (v. 8). Nel senso letterale, il salmo evoca le guerre d'Israele contro i popoli che lo opprimevano.
La lettura cristiana ha sempre dato a questa spada un altro nome. La Lettera agli Ebrei lo dice: «viva è la parola di Dio, ed attiva, e più affilata di qualunque spada a due tagli» (Ebrei 4, 12). San Paolo chiama «la spada dello spirito (che è la parola di Dio)» (Efesini 6, 17) l'arma del cristiano. I santi conquistano le nazioni con la predicazione, e i re legati sono quelli che il Vangelo ha sottomesso al giogo soave di Cristo. L'ultimo versetto dà il senso di tutto il combattimento: «questa gloria a tutti i Santi di lui appartiene» (v. 9). La vittoria non appartiene alle armi, ma a coloro che hanno in bocca la lode di Dio.
Il salmo 149 nella liturgia del 1962
Le Lodi del sabato. Il salmo 149 è uno dei tre salmi di lode, con il 148 e il 150, che hanno dato il nome all'Ora delle Lodi: prima della riforma di san Pio X (1911) li si cantava insieme ogni giorno alla fine di quest'Ora. Nel Breviario romano del 1962 il salmo 149 apre le Lodi del sabato nello schema ordinario, con l'antifona Filii Sion exsultent in Rege suo, e il salmo 150 le chiude. Nei tempi di penitenza, quando le Lodi cominciano con il Miserere, passa a Prima dello stesso giorno. Potete pregarlo nel breviario del giorno; la pagina sulla Liturgia delle Ore spiega l'ordinamento dell'Ufficio.
Le Messe dei martiri. Nel Messale del 1962 i versetti 5 e 6, Exsultabunt sancti in gloria, lætabuntur in cubilibus suis: exaltationes Dei in faucibus eorum, formano l'offertorio della Messa Sapientiam del Comune di più martiri. I versetti 5 e 1 formano il graduale della Messa dei santi Vito, Modesto e Crescenzia, il 15 giugno, che nel calendario del 1962 sono soltanto commemorati. La Chiesa vi riconosce i santi che hanno combattuto con la sola spada della fede e ora esultano nella gloria.
Come pregare il salmo 149
- Al mattino. Il versetto 1 apre la giornata con un cantico nuovo: più che parole nuove, un cuore rinnovato.
- Nella Chiesa. Questo salmo si prega al plurale: «la Chiesa de' Santi» è la Chiesa intera, militante, purgante e trionfante, unita nella comunione dei santi che celebriamo a Ognissanti.
- Prima di leggere la Scrittura. Il versetto 6 ricorda che la parola di Dio è una spada: la si riceve per esserne trafitti e convertiti, prima di brandirla contro gli altri.
- Nelle feste dei martiri, con l'offertorio Exsultabunt sancti, e per conoscere meglio i santi che la Chiesa venera.
Domande Frequenti
Che cosa significa il salmo 149?
È un canto di gioia del popolo di Dio, che loda il suo Creatore e il suo Re con un cantico nuovo. Afferma che il Signore si compiace del suo popolo e innalza i miti. Le sue spade a due tagli figurano, per la tradizione, la parola di Dio che conquista le nazioni, non la violenza.
Che cosa vuol dire «il Signore ha voluto bene al suo popolo»?
È il versetto 4. Dio trova la sua gioia in coloro che ha scelto, e sono i miti quelli che egli innalza e salva. Il latino, beneplacitum est Domino in populo suo, dice la compiacenza di Dio.
Chi ha scritto il salmo 149?
Il salmo porta soltanto il titolo Alleluia, senza nome d'autore. La tradizione lo pone fra i salmi di lode del Salterio, libro che la Chiesa collega a Davide; molti commentatori lo collocano dopo il ritorno dall'esilio. L'autore principale è lo Spirito Santo.
Quando la Chiesa canta il salmo 149?
Nel Breviario romano del 1962 lo si canta il sabato come primo salmo delle Lodi, nello schema ordinario; nei tempi di penitenza passa a Prima. Fino alla riforma del 1911 si cantava ogni giorno alle Lodi, insieme ai salmi 148 e 150.
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